mercoledì 28 settembre 2016

PRESENTAZIONE PRELIMINARE DEL METODO DI ALCHIMIA DA ME PORTATO

PRESENTAZIONE PRELIMINARE DEL METODO DI ALCHIMIA DA ME PORTATO


L'alchimia che io mi pregio di diffondere è stata da sempre abbastanza segreta e solo da poco ho avuto il permesso dai miei maestri passati di poterne parlare con piu' chiarezza.
Questo metodo di Medicina alchemica, ossia di Alchimia veicolata nella Medicina, vuole portare il riequilibrio e la guarigione dentro l'essere umano partendo da due punti contemporanei. Ossia dal basso e dall'alto. -con questo intendo che la medicina alchemica che sto per spiegare usa proprio la forza analogica delle cose e riesce a veicolarla da una cosa ad un altra per forma di contagio benevolo, come viene chiamato in alchimia.
L' alchimia è quell'Arte che si occupa della forma piu' sottile dela materia e delle sue FUNZIONI.
Sono chiamate funzioni in quanto si appoggiano al modo di essere nell'invisibile. In questo tipologia di alchimia non si osserva l'organo in particolare ma la funzione dell'organo inserito in un SISTEMA O APPARATO. PER ESEMPIO IL SISTEMA O APPARATO CARDIOVASCOLARE VIENE CURATO NEL SUO INSIEME PER RIPORTARLO ALL'EQUILIBRIO E NON SI CURA, SOLO IL CUORE, O LA SINGOLA VENA O ARTERIA ECC. EVENTUALMENTE QUESTO AVVIENE DOPO COME RAFFORZATIVO,MA SOLO QUANDO IL SISTEMA O APPARATO E' CURATO CON L'OPPORTUNA ESSENZA.
La cura preliminare con l'essenza per l'apparato o sistema ecco che apre alla possibilita' di curare l'organo. diversamente non si avrebbe questa possibilita' in quanto l'organo sarebbe curato in maniera avulsa dal sistema stesso o apparato e la guarigione o non instaurerebbe o sarebbe inadeguata e l'organo si riammalerebbe.
E' importante entrare nella concezione appena presentata, che da me è divulgata con questo scritto, perche' oggi si tende a vedere il corpo come delle parti separate che sono state messe insieme...mentre la realta' è che EISTONO DELLE FUNZIONI CHE HANNO CREATO DEI SISTEMI E I SITEMI HANNO CREATO I LORO COMPONENTI O ORGANI SISTEMICI PER POTER SVOLGERE LA FUNZIONE STESSA.
Mi spiego meglio: Se la FUNZIONE è DIGERIRE, allora il sistema che sara' creato e' il SISTEMA DIGERENTE e questo sistema digerente, agganciato al pianeta dove si manifesta e sottoposto alle leggi di manifestazione del pianeta stesso. E quindi esso sviluppera' ORGANI SISTEMICI adatti per DIGERIRE.
Lo stomaco, l'intestino, il fegato , l'esofago,ecc.

Secondo l'alchimia di cui stiamo discutendo, OGNI FUNZIONE CREA IL PROPRIO SISTEMA FISICO DI AZIONE NELLA MATERIA.
Cos' è la necessita' di circolare e nutrire che ha creato il sistema o apparato cardiovascolare, la necessita' RITMICA insita nella materia vibratoria, che ha creato il cuore.
La funzione di espellere, ha creato gli organi escretori inseriti nei loro sistemi o apparati e quindi gli antichi alchimisti si diedero da fare a correggere innanzitutto la FUNZIONE che appariva distorta nel corpo umano, quando si palesava come malattia.

La concezione di MALATTIA in alchimia non è funerea e densa di dolore come oggi noi la contempliamo. e questo è dato dal fatto che avendo perso il contatto con le fonti sottili dela vita, ogni malattia ci induce paura in quanto temiamo di morire.
La malattia per l'Alchimia è solo una LEBBRA o una FECIES da purificare e separare dal corpo sano.
Per l'Alchimia il fatto che si palesino malattie indicano, a secondo dove esse colpiscono, il problema sottile al quale è sottoposto il malato.
L'alchimia quindi INDIVIDUA GLI ELMENTI CORRISPONDENTI AL PROBLEMA NE ISOLA LE COMPONENTI SOTTILI, LE PURIFICA, LE CONCENTRA E LI SOMMINISTRA AL PAZIENTE CHE NE VIENE INFLUENZATO E QUINDI PER IMITAZIONE DI VIBRAZIONE ( IN QUANTO I MEDICAMENTI ESSENDO MOLTO PURI HANNO UNA VIBRAZIONE ALTISSIMA) ESSO TENDE A RISUONARE CON LE VIBRAZIONI SUPERIORI.
Infatti è legge che una vibrazione superiore e piu' veloce tende a portare le vibrazioni piu' basse verso il proprio livello.
La malattia quindi è uno STATO VIBRAZIONALE A-SINCRONO, che porta il corpo umano in uno stato simile di A-SINCRONIA.
Per apportare salute serve che la FUNZIONE che ha generato MALATTIA, sia compresa e si veda chiaramente IL PERCHE' essa è comparsa.
Si andra' quindi a vedere se possibile le valenze cicliche e vibratorie della persona da trattare usando il suo grafico di nascita e vedendo nel momento dell'insorgenza della malattia quale problema possa essere stato dato dalla posizione ciclica del tempo.
Nella alchimia che porto non si parla di pianeti che marciano nello zodiaco ma di CICLI INTELLIGENTI CHE SVOLGONO LA LORO FUNZIONE, IN ARMONIA ALLA FUNZIONE PIU' GRANDE UNIVERSALE.
La malattia normalmente è un RIFIUTO di qualcosa di sottile che si VOLEVA MANIFESTARE!
La malattia nella alchimia antica viene quindi vista come BENFICA E NON MALEFICA PERCHE' CI INDICA LE CORREZIONI DA FARE PER METERE LE COSE A POSTO E CI INDICA ANCHE LE COSE COME STANNO NEL MONDO SOTTILE.
La cura puo' essere effettiva quando si individua correttamente il PROBLEMA dunque.
Se il malanno è un mal di testa persistente comparso a 6 anni, si deve andare a vedere il motivo proprio nella carta ciclica della persona e si deve individuare dove il cosiddetto pianeta delle infiammazioni, MARTE, si trovava nell'insorgenza del dolore.
Questo nel volere proprio molto semplificare in questo piccolo manuale ad uso di voi che dovete applicare le 12 piante e le loro ROTAZIONI
Quindi si applica una pianta marziale e non una pianta di contrasto. Lo si potra' fare piu' in la come sostegno polare.
Intendo che la vibraione marziale della persona che ha mal di testa essendo compromessa va reintegrata con una pianta della stessa vibrazione marziale e non con una pianta che ne spenga la vibrazione ( contraria) come fa la medicina ufficiale.
In questo modo la medicina UFFICIALE FA UN DANNO IRREVERSIBILE ALL'UOMO, OSSIA SPEGNE OGNI SUA FUNZIONE CON UNA VIBRAZIONE CONTRARIA FACENDO PREDOMINARE AL VIBRAZIONE CONTRARA E NON ANDANDO A CORREGGERE LA VIBRAZIONE PRIMARIA DELA PERSONA.
Ecco il metodo allopatico!
Infatti la medicina come oggi è praticata nel mondo SPEGNE lo spirito dell'uomo schiacciando un pulsante alla volta e facendo tacere la sua interiorita'.
La guarigione puo' essere riconquistata solo se la spiritualita' è intatta e le vibrazioni sottili sono assolutamente ripristinate come madre natura ha fatto fin dalla notte dei tempi.

Per l'Alchimia ogni cosa è VIBRAZIONE, infatti la sua frase principale è proprio: L'ALCHIMIA E' IL SORGERE DELLE VIBRAZIONI...e dove c'è vibrazione c'è vita...aggiungo io.
Senza le vibrzioni non ce magnetismo ne elettromagnetismo ne elttro-biomagnetismo ecc e la vita non puo' esssere possibile.
La FUNZIONE non puo' manifestarsi appieno e quindi si hanno gli aborti oppure le creazioni incomplete.
Per l'Alchimia la guarigine è posibile proprio perche' essa vede le cose SENZA UNA FORMA, ma solo aggregate per VIBRAZIONE DI SIMPATIA e quindi per questo apparentemente create.
L'alchimia sa che è TUTTO NELLA MENTE DI DIO!
Essa sa che quello che l'uomo vive è solo illusione di vivere in quanto la vera vita è al di la di quello che noi sperimentiamo con i cinque sensi.
L'alchimia che porto dunque si dissocia dalle alchimia bassa e solo pensanti alla creazione di oro o di fenomeni fisici. L'alchimia che porto si appoggia alla fenomenologia SOTTILE IN MODO ASSOLUTO.
LE DODICI PIANTE

Per questa tipologia di alchimia esistono solo 12 piante principali che vengono date per ogni SISTEMA per equilibrarne la FUNZIONE.
Ogni pianta deriva da una cura precisa nella sua coltura e nel suo racciglimento, in quanto segue precise disposizioni cicliche di raccolta.
Anche le lavorazioni sono basate sulle lavorazioni cicliche date in questa alchimia che non si basa come molte altre alchimia solo sulla Luna o il Sole, ma anche sui cicli sottili della Terra, slitamente da tutti tralasciata. tutto cio' va a creare e determinare dellle posizioni TERRA-LUNI-SOLARI particolari per ogni lavorazioni di pianta necessaria.

Cosa intendo con cio'? Intendo che si analizzano le posizioni e le rispettive interferenze del Sole con la Luna e la Terra prima di operare. Perche' secondo l'Alchimia essendo ogni cosa vibrazione serve da sapere nell'immediato le vibrazioni della TERRA IN PRIMIS, DELLA LUNA IN SECUNDIS E DEL SOLE IN TERTIIS , secondo della distanza.
Si sa che una pianta sottosta' prima all'influenza della terra nella quale vive, poi alla luna che ne determina la vita della linfa e poi dal sole che ne determina i ritmi e la vita stagionale.
Quindi osservando per esempio la pianta della MENTA , noi sappiamo che si raccoglie da MAGGIO A SETTEMBRE, ma non la raccoglieremo ogni giorno, ma solo quando la Luna e il Sole sono in ottima posizione e non negativa con il pianeti e i segni della MENTA stessa che sono Mercurio Giove Vergine e Pesci.
Quindi osserveremo che la luna sia in ottima posizione con il sole posti nelle cas giuste e possibilmente all ascendente o mediocielo.
Da qui consegue la scienza iniziale della Alchimia per la purificazione dell'essere umano.
Il resto è un salire verso l'alto...

martedì 27 settembre 2016

UN CAPITOLO DEL MIO LIBRO DEL 1990 MAGIA LA SCIENZA ASSOLUTA_CAPITOLO 1_L'AUTOINIZIAZIONE

PUBBLICO UN CAPITOLO DEL MIO LIBRO DEL 1990 MAGIA LA SCIENZA  ASSOLUTA E PRECISAMENTE IL CAPITOLO SULLA AUTOINIZIAZIONE.
PROSSIMAMENTE QUESTO TESTO CHE E' TORNATO DI MIA PROPRIETÀ' VEDRA' UNA NUOVA EDIZIONE  AGGIORNATA E PIU' CORPOSA PER LA :EDIZIONI MRA
Buona lettura.
Riccardo Mario Villanova Sammarco
MRA

1. L’autoiniziazione
Vi sono vari metodi per l'autoiniziazione, così come vi sono molti aspiranti con una struttura particolare, adatta a seguire una determinata via anziché un’altra.
Non vi sembri impossibile, ma un sistema d’iniziazione che ha condotto un vostro simile allo sviluppo spirituale, non può in ogni caso essere adatto per tutti.
Iniziarsi, anzi: « autoiniziarsi » non è uno scherzo!
Siamo uomini, ma non siamo completi e non lo saremo finché non riusciremo ad avere un contatto immediato e reale con alcune energie che albergano in noi e fuori di noi. Queste energie non si manifestano al livello normale della coscienza, ma si palesano nel sonno ai suoi vari livelli, come nella trance e nell’ipnosi profonda.
Possono essere richiamate e risvegliate mediante alcune pratiche semplicissime anche se molto lunghe.
In questo libro appunto si farà cenno ad alcune di esse, ma non si garantisce la riuscita per tutti.
Questo libro vuole insegnare a sintonizzare le proprie antenne su un particolare stato di materia e a venirne in contatto.
In definitiva questo è il metodo cabalistico, uno dei migliori in assoluto di tutte le conoscenze del patrimonio iniziatico dell’uomo.
In realtà, fare ciò non è molto difficile, per questo il segreto è sempre stato nascosto. Solo oggi, per mezzo di autori modernissimi, quali il Kremmerz, il Crowley, il Regardie, il Butler e tanti altri (indipendentemente dal fatto che si approvino le loro imprese di vita o altro), si è aperto uno spiraglio conoscitivo su queste pratiche eccezionali.
Basti dire che, se messe in pratica costantemente per un certo nu- mero di mesi, raggiungono immancabilmente il loro effetto, sia in bene che in male. Sì! Anche in male: perché la Magia, risveglia delle energie,
14 / Magia: la scienza assoluta
è vero, ma, a seconda dei contenuti mentali dell’aspirante, si colora di bene o di male. È essenzialmente per questo che in Magia si insiste molto sulla purificazione e sulla neutralità.
Molte notizie in merito si avranno più avanti quando si parlerà della Neutralità Iniziatica.
Per ora basti sapere che bisogna cominciare a coltivare le facoltà morali, non per moralità, ma per sicurezza d’opera\
Se qualcuno di voi ha letto almeno uno dei tanti libri sull’occulto
e sulla magia apparsi in scena, si sarà chiesto certamente il perché certi
simboli e certe cerimonie fatte da chi « se ne intende », funzionano, mentre se ci accingiamo noi stessi a farle, il miglior risultato è fiasco com
pleto!
Il « segreto » del loro funzionamento non è detto nei libri (tranne negli autori che ho citato prima che hanno esposto la base con molta onestà e senza nascondere veramente nulla).
Si è detto che il segreto lo si deve conquistare. È giusto! Ma almeno bisogna dare una chiave per poter cominciare questa conquista!
Naturalmente non si tratta di un funzionamento meccanico, ma questo all’inizio, infatti più si va avanti e maggiore diviene la capacità di mettere in atto le qualità necessarie affinché l’energia possa circolare e l’effetto raggiungersi con tutta sicurezza.
Dicevo che l’effetto non è meccanico all’inizio. Questo perché lo studioso deve fare un enorme sforzo di volontà per porre le condizioni del successo e nella maggior parte dei casi, lo sforzo annulla l’effetto desiderato.
È andando più avanti che si perdono di vista gli sforzi, avendo sempre e comunque a disposizione le basi del successo, e le operazioni riescono con una facilità impressionante, tanto da stupire anche l’operatore stesso.
Faccio un esempio: in vari testi, specialmente quelli medievali, si consiglia sempre di tracciare un cerchio protettivo quando si invoca o si evoca (in verità, maggiormente per il secondo caso, come difesa, mentre per il primo ha altro significato) ma come è intuibile, non basta certo scrivere per terra quattro segni con un cerchio affinché si abbia la protezione, il cerchio è solamente mentale, spirituale, astrale!
Inoltre per fare Magia, è necessaria una speciale attitudine, ma non confondetevi, non sto parlando di attitudine beatificante o religiosa.
L’attitudine di cui parlo in questa sede è ciò che Agrippa ha chiamato « dignificazione », raggiungibile solo con l’equilibrio assoluto della propria vita.
Inoltre prima di fare della Magia si deve aver vissuto. Cioè si deve essere maturi nel proprio spirito, si deve conoscere se stessi senza fallo e conoscere la vita e il suo corso con chiarezza ed esperienza.
L'autoiniziazione / 15
Procedendo a gradi, cominciamo con lo stabilire, in questo primo capitolo, il nostro primo obiettivo: Equilibrio e Neutralità.
Come detto in precedenza si avranno altre nozioni in seguito, ma prego di intendere bene ciò che esporrò in queste poche righe, da qui dipende il Vostro successo e la Vostra salute fisica e mentale.
Per prima cosa è molto importante stabilire nella propria vita una qualità centrale. La qual cosa vuol dire: non lasciarsi travolgere dagli eventi, controllando e trattenendo il gorgoglio delle emozioni che montano e sommergono tutto. Più innanzi, queste emozioni saranno sbrigliate e usate, ma tutto questo può essere fatto solo quando si saranno conosciute più a fondo le energie che fluiscono e che noi chiamiamo appunto emozioni.
In definitiva, moltissima Magia si compie proprio per mezzo di queste emozioni caricate al punto giusto da comprensione e immaginazione perfetta.
Poca Magia si può fare invece senza il fuoco che viene fornito da esse. Un rito freddo, anche se imponente per organizzazione, non raggiungerà mai l’effetto voluto!
Ma torniamo a quello che si diceva prima. La qualità centrale, si stabilisce anche con una meditazione e concentrazione che ogni giorno, infallibilmente, bisogna compiere: ecco qui di seguito la pratica.
Come prima cosa, non bisogna mai parlare con se stessi quando ci si accinge a eseguire la meditazione.
Bisogna imparare a lasciare fluire la comprensione e l’intuizione con naturalezza, senza discorrerci sopra.
Esempio: la meditazione consigliata è della Golden Dawn, non ne ho trovata una migliore per iniziare. Dunque, l’aspirante si segga o si sdrai, l’importante è che stia comodo e non abbia impedimento alcuno.
La prima cosa da fare è riuscire a rilassare il corpo perfettamente, senza questa capacità non si può andare molto avanti, perché le sensazioni fisiche sono di costante richiamo per la mente e le distrazioni non consentono la libertà di pensiero, che per noi significa libertà dello « spirito ». Ecco perché si raccomanda vivamente di « non parlare con se stessi » se non si desidera l’aborto prematuro delle proprie discipline.
Per rilassare il corpo inspirare profondamente fino a quando non ci si sente pieni d’aria fino alla gola e nel contempo immaginare quanto più chiaramente possibile che tutti i nostri muscoli si tendono con uno spasimo e immediatamente dopo si rilassano perfettamente. Si espiri regolarmente, ma questa volta alla seguente inspirazione, si tendano realmente i muscoli di tutto il corpo e all’espirazione li si rilasci come se fossimo privi di energia e di vita.
Si faccia questo per tre o quattro volte e se ne avvertiranno subito gli effetti benefici oltre che per la mente anche per il corpo.
16 / Magia: la scienza assoluta
Fatto ciò quanto più perfettamente possibile, si tenti di approfondire lo stato di rilassamento, all’occasione possono essere utili le suggestioni. Infatti quando si è in questo stato, le porte che conducono dalla mente conscia alla mente subconscia sono socchiuse ed è possibile influenzare quest’ultima con suggestioni ben impostate del tipo: « Ogni minuto che passa il mio rilassamento aumenta! ». Oppure: « Ad ogni respiro i miei muscoli divengono freddi e senza energia, l’energia scompare gradatamente! ». A dire il vero, questa è la formula che ha più effetto, perché ha più impatto, anche se può apparire un po’ macabra, ed è proprio questo elemento di macabro che la rende efficace.
Comunque per chi non si sentisse di usare una formulazione del genere, consiglio di immaginare di essere in una vasca di acqua calda e si stia godendo uno dei più bei bagni della sua vita. Infatti il solo immaginarci immersi nell’acqua calda allenta le tensioni muscolari e nervose, da qui la regola magica di fare un bagno prima di ogni operazione, affinché l’energia scorra libera e senza impedimenti.
Comunque sia, raccomando vivamente di usare una formula positiva per la mente, di non pensare per esempio: « Non mi sentirò più teso! ». Quel non, deve essere eliminato. Usate formulazioni belle e attraenti per voi e trarrete il massimo beneficio dal vostro subconscio.
Un buon trattato sull’autoipnosi non sfigurerebbe nella vostra biblioteca.
Ottenuta la fase uno, si passa invariabilmente alla fase due.
Crowley afferma nel suo libro « Magick in Theory and Practice », che il rilassamento fisico non serve ad altro che per affrontare un problema ben maggiore, il rilassamento mentale o silenzio della mente!
È un’affermazione perfettamente in linea con le più alte concezioni dell’educazione mentale.
Difatti è vero che in Magia si deve sviluppare il corpo fisico, il mentale, l’astrale, nello stesso momento per avere l’equilibrio, ma è anche vero che la precedenza passa allo sviluppo e all’educazione dei due corpi superiori, da Kremmerz chiamati corpo Lunare e corpo Mercuriale, se si vuole avere accesso ad uno stadio di coscienza superiore « definito », nel corpo Solare.
Chiarito ciò, comprendiamo che ogni azione da noi compiuta fisica- mente, deve avere una rispondenza psichica e mentale per avere un valore effettivo di avanzamento.
Da questa angolazione possiamo intravedere gli orizzonti della Magia Rituale e Cerimoniale, da troppe persone mal capita e ridicolizzata.
La fase due consiste nel rilassare la mente sempre con un espediente fisico: « il respiro! ».
La respirazione, come tutti sanno, è un’apportatrice di energia, come di turbamento o di calma.
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Una respirazione breve e nervosa, accorcia la vita e rende nervosi, tenetelo sempre presente.
Ora, si tratta di rallentare il vostro ritmo respiratorio abituale per qualche minuto, all’inizio cinque, non di più!
Una volta rilassati e tranquilli, lasciate che la vostra mente divaghi piacevolmente; all’improvviso, introducete nel suo divagare un pensiero di connotazione sessuale, non so cosa possa stimolarvi maggiormente, mai in nessun campo come il sesso si è notato il più disparato e vario genere di immagini stimolanti.
Fatto questo, dopo che indugerete ancora qualche secondo sul pensiero da voi prescelto (nella vostra memoria, suppongo ve ne siano tanti, e sono proprio quelli che danno maggior soddisfazione), notate scrupolosamente la reazione del vostro cuore e del vostro respiro.
Saranno più accelerati, mentre la vostra mente parrà o come impazzita nel voltare e rivoltare il pensiero e l’immagine, nel tentativo di riafferrare quello che ha già provato, oppure sarà come bloccata, incapace di muoversi, per la profonda « emozione » provata. Notate che ho posto il termine « emozione » tra virgolette, c’è un motivo: una profonda emozione genera un certo tipo di concentrazione e quindi può essere utile per un mago. Pensateci!
Dopo ciò, acquietatevi nuovamente e pensate e immaginate con insistenza a qualcosa di piacevole che vi sia accaduto, attingete dalla vostra memoria come da un serbatoio, è la migliore cosa da fare in queste pratiche.
Dopo avere ancora indugiato con il pensiero sull’immagine, tornate a controllare i vostri battiti cardiaci e la vostra respirazione, che dovrebbe essere tranquillissima, come saranno regolari e tranquilli i battiti del cuore.
Dopo questa esplorazione conoscitiva di se stessi (è molto utile riuscire perché questa è una delle basi magiche: Saper Evocare a Volontà degli Stati Mentali e Psichici e saperli disperdere, porta al successo nella Magia operativa e nelle meditazioni che seguiranno), comincerete ad inspirare aria fino a quando non vi sentirete pieni fino alla gola, e contemporaneamente conterete un ritmo di quattro battute. Poi tratterrete il respiro mentre conterete nuovamente quattro battute. Nella fase seguente, espirerete contando sempre le quattro battute, e, infine, terrete i polmoni vuoti, sempre contando quattro battute.
Questo viene chiamato respiro a ritmo di quattro, o quadruplice, e deve essere usato prima di ogni esercizio mentale e dopo il rilassamento fisico, c’è da dire che questo modo di respirare per almeno cinque minuti, approfondisce il rilassamento.
Dopo i cinque minuti richiesti, tentate di stabilire mentalmente il passare del tempo, non innescate sveglie con suonerie, perché disturbe-
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rebbero e si sarebbe costretti a muoversi per farle tacere, notate i pensieri che vi sorgono nella mente, dovrebbero essere meno numerosi di quelli che abitualmente avete.
Se non avete fatto mai caso al numero di pensieri che vi attraversa abitualmente la coscienza, prima dell’esercizio, dovete sedervi pazientemente cinque o dieci minuti e stare semplicemente a guardare, con gli occhi chiusi, cosa vi passa per la testa. Noterete una confusione straordinaria: pensieri senza nesso apparente si presentano, altri tentano di attirare la vostra attenzione dicendovi quello che dovete fare da lì a poco, altri nasceranno come conseguenza dei precedenti e si mostreranno attraenti e allettanti, come se dicessero: « Passa il tempo con noi, fantastica! ». Ma non bisogna farsi trascinare troppo, ricordatevi che ogni immagine che vi si presenta non è voluta dal caso, e un buon conoscitore della Cabala e delle sue attribuzioni saprà chiaramente a cosa corrispondono tutti i gruppi di pensiero, a quale parte della mente sono da ascrivere e il perché si presentano, pensate al vantaggio di conoscere a fondo le attribuzioni, nulla può rimanervi celato, ogni energia che si presenta come immagine al cervello, può farsi comprendere ed accettare, può così essere catalogata e usata o respinta! Studiate le attribuzioni cabalistiche e ampliatele con altre scoperte da voi stessi.
Dicevo che i pensieri dovrebbero essere meno numerosi di quando siete nello stato di coscienza comune. Bene: questo sarà il vostro metro, se i pensieri sono meno numerosi, tanto da consentirvi di passare alla terza parte, vi passerete!
Se invece rimarranno sempre gli stessi, provate e riprovate, senza questa capacità di minimo rilassamento mentale, non potrete affrontare la meditazione seguente.
Comunque supponiamo che abbiate superato la prova con successo, la prossima mossa da fare è meditare!

Bisogna chiarire subito che Meditazione e Concentrazione non sono la stessa cosa. In Oriente, prima si impara a concentrarsi, poi a meditare, ma noi occidentali abbiamo capovolto il metodo: come via alla concentrazione usiamo la meditazione, questo perché la mente è mobile e si stanca presto degli argomenti presentatile se sono statici.
Così è stato studiato questo metodo, che oltre a condurre gradata- mente verso la concentrazione della mente, ne affina la capacità penetrativa, analitica e di sintesi.
Il metodo, come si è detto, parte dalla constatazione che è più utile concentrarsi su un singolo oggetto vedendolo mentalmente in tutte le prospettive possibili, collegandolo con tutti i suoi simili, oppure analizzandolo nei suoi componenti e accogliere così tutte le intuizioni che ci vengono da esso, per poi condurci ad una sintesi, che scontrarsi con una mente recalcitrante, che non vuole stare ferma nemmeno un decimo di
L’autoiniziazione / 19
secondo, che ci fa sparire dallo schermo della visione mentale l’oggetto, o cambiandolo con un altro o appannandolo ecc... Per fare ciò, si prenderà un oggetto comune, meglio se piccolo ma con tante componenti, una radio può aiutare, oppure una macchina per scrivere. Raccomando di usare, all’inizio, sempre oggetti inanimati, costruiti dall’uomo. I fiori, gli alberi, il mare, la terra e tutto quanto può attrarci, compresi gli animali e gli uomini e specialmente le donne se il praticante è un uomo e viceversa, siano lasciati per una fase ulteriore. Questo perché non si desidera accendere emozioni con il meditare, ciò fa parte di un’altra pratica che verrà data in seguito. La convergenza sul tema prescelto deve essere serena e calma bandendo ogni agitazione mentale che di solito sopravviene per mezzo delle emozioni animatrici.
Supponiamo che come oggetto di meditazione avete scelto una macchina per scrivere; ci si sforzerà di presentarla all’occhio della mente quanto più chiaramente possibile, e si noterà che la mente tende a inquadrare l’oggetto una frazione per volta, molto chiaramente, come in dei lampi improvvisi, e che ogni tentativo di vedere l’oggetto globalmente, sarà nebuloso e indistinto, senza le connotazioni che all’inizio ci si era imposti come identità dell’oggetto.
Non disperate e soprattutto non perdete la tranquillità sforzando la mente inutilmente, siate sempre calmi e controllati, non c’è alcun modo per rendere meno tedioso questo esercizio se non quello della pratica continua, tenace, come una goccia, altri han detto, che costantemente batte, e finisce per rodere il ferro. Dopo di ciò, cominciate a scomporre la macchina per scrivere e studiatene mentalmente i singoli pezzi, vedendo se hanno somiglianza con qualcos’altro.
Vedete e tentate di capire come sono stati costruiti, il tipo di materiale usato e da dove proviene, e così via per ogni pezzo, fino a quando non li si riunirà nuovamente insieme formando l’oggetto principale.
Da queste meditazioni, se si avrà un po’ di acume, si imparerà veramente tanto, inoltre si scoprirà di conoscere gli oggetti che abitualmente usiamo, in una maniera pressoché completa; non ci sono parole che possono essere usate per spiegare questa comprensione, bisogna provarla.
La mente, in questo modo, perdendo di vista la concentrazione, si è concentrata. Non ancora ai livelli voluti, ma è già sulla buona strada.
Più innanzi, si inseriranno nella pratica elementi vegetali, stando attenti ai sentimenti che suscitano e al perché li suscitano.
È molto utile avere un quaderno dove annotare i pensieri più importanti scaturiti dalla pratica, è molto gratificante, quando, aperto il quaderno, si scopre che un rivolo di consapevolezza scorre rileggendo le cose che abbiamo scritto.
Quando si è diventati abbastanza bravi in ciò, il che richiede più o meno un mese di pratica giornaliera con tempo variabile tra i dieci mi-
20 / Magia: la scienza assoluta
nuti fino alla mezz’ora (non stupitevi se alla fine della meditazione scoprirete che sono passate ore!), passate a presentarvi periodicamente alla coscienza un oggetto, senza fare altro, i Cabalisti cominciano solitamente con un punto sopra un foglio. Non parlate con voi stessi, e se avrete eseguito bene la pratica precedente, appunto senza parlare, ma lasciando fluire solo immagini e consapevolezza, non dovrebbe essere difficile.
Guardate solo con l’occhio della mente il punto nero, prendendo coscienza dei pensieri che porta e tornando pazientemente a lui quando si divaga. Dovete riuscire ad immergervi talmente in voi stessi tramite il punto che le cose intorno devono cessare di esistere, solo voi e il punto e nulla più. Allora scoprirete cosa significa la parola Pacel
Il tempo necessario per questa pratica è variabile da soggetto a soggetto, normalmente per fare ciò, ci s’impiega dei mesi, per questo non ci si deve scoraggiare se all’inizio le cose sembrano andare veramente male.
Infatti, come scoprirà lo studioso da solo, ci sono dei periodi in cui lavorare con le immagini mentali e la concentrazione risulterà più facile di altri.
Ma non ci si scoraggi, anzi si persista con quella sicurezza d’intenti che contraddistingue sempre l’adepto all’arte della conoscenza.
In Magia la fretta non deve esistere, questo deve radicarsi profondamente nella mente, poiché altrimenti non si caverà un ragno dal buco.
E lo stesso dicasi per l’aspettativa. Quando praticate un esercizio, la condizione essenziale è quella di rimanere tranquilli e di fermare la mente quando corre avanti tentando di prefigurarsi l’esperienza che può derivare dalla pratica, che in genere, anzi sempre, è di contenuto diverso da quello immaginato.
Questo è un grossissimo scoglio da superare, dico sul serio!
In Magia si parla dell’agire senza agire.
Sembra un gioco di parole e invece è la più assoluta delle verità magico-operative.
L’agire senza agire, elimina completamente l’aspettativa, che per il principiante è fonte di guai, e radica maggiormente nella calma assoluta dello spirito, che a sua volta è foriera di assoluta concentrazione.
Ho parlato di calma dello spirito! Bisogna esercitarsi ad intendere i termini che si leggono e che molto spesso si usano.
Di solito siamo molto rigidi nella loro classificazione, e questo è normale, visto che il cervello sinistro (più giusto l’emisfero sinistro del cervello) domina completamente l’uomo d’oggi. Bisogna acquisire una certa elasticità, che in fin dei conti si mostra come vera intuizione, per comprendere delle cose che normalmente, né con le parole né con gli scritti si possono comunicare.
Con ciò intendo dire che quando si parla di calma dello spirito, si deve anche intendere raccoglimento e quindi concentrazione, e un’altra
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chiave del successo ci si palesa priva delle sovrastrutture che la nostra mente normalmente attribuisce a tutto.
Il Filalete parla molto e a lungo di questo Spirito che agendo su se stesso produce cose mirabili.
In Alchimia è l’azione del fuoco che agisce su se medesimo. Oppure è l’azione che uccide e rigenera. E ancora è la Natura che uccide la Natura e rinasce. Il serpente che si morde la coda. L'Ouroboros ermetico.
Diffìcilmente qualcuno ha parlato più chiaramente di così! Per questo intendete bene!
La concentrazione, si ottiene non con uno sforzo prettamente mentale e cerebrale, ma lo sforzo, se di sforzo si può parlare, deve essere costante, attivo, naturale, leggero ma continuo. Bisogna acquietare lo Spirito per acquietare la mente.
Ciò si ottiene anche e principalmente con la convinzione e l’entusiasmo che devono essere accesi. Risvegliatevi nello Spirito!
Tutto l’essere deve essere compenetrato di sicurezza e volontà. È molto arduo spiegarlo efficacemente, le parole non arrivano, perché è un sentimento dello spirito umano che sfugge alle regole.
Alcuni la chiamano fede, e forse farebbero meglio a chiamarla « convinzione interiore », e, aggiungerei io, maturazione delle proprie scelte, ben ponderate. In definitiva, la concentrazione, come ogni altra cosa, si manifesterà solo quando la si desidererà e si sarà maturi per essa.
Non basta pensare quanto sarebbe bello se..., ma bisogna sentirne l’intenso bisogno; direi quasi fisico.
E allora la mente si arrenderà divenendo docile e malleabile, tranquilla e serena.
Con questo chiudo le nozioni pratiche di questo primo capitolo. C’è abbastanza per andare molto avanti.
Il sentimento di centralità, con queste pratiche si risveglierà naturalmente, senza sforzo.
E questo sarà indice di Risveglio Interiore, di Attività completa.
Non più saremo passivi di fronte alle cose, ma le afferreremo completamente e come dice il libro dei Mutamenti, L’Y King, l’afferreremo per la parte giusta, ossia dal manico!

Per questo perseverate, ma lasciate perdere se non sentite dentro quel fuoco, quell’entusiasmo, che da solo smuove le montagne.

La Magia _podcast

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lunedì 26 settembre 2016

L'ARTE DEL SILENZIO E L'USO DELLA PAROLA_podcast

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LE RUNE ED IL CORPO DEL SUONO


Tutti parlano delle rune nel modo che si conosce ma nessuno parla delle rune in ALTRA maniera.
La maniera a cui mi riferisco è la maniera delle forme rituali annesse ad ogni runa.
ogni runa possedendo uno schema grafico, suggerisce il particolare moto che essa segue e quindi il particolare rituale o azione adatta.
Già il fatto che esse sono connesse all'alfabeto dovrebbe portare a rendersi conto che ogni suono va ad agire nel profondo del corpo del suono.
Il corpo del suono, di cui pochissimi hanno parlato, è quel corpo adatto proprio al livello sonoro della creazione.
Le rune hanno quindi un appoggio su questo corpo e hanno la prerogativa di muoverlo e creare delle azioni sottili nel mondo sonoro per ottenere movimenti della materia e quindi per la magia ecc.
Una runa non fa altro che indicare il modo con la quale deve essere usata.
Una runa ha la capacità di trasmettere che la sua forma è una FUNZIONE D'ONDA.
Questa funzione d'onda è assimilabile a quelle funzioni d'onda di ogni cosa nella materia e non, che hanno un SEGNO.
Il segno sottile che è la rete di forze che regge la runa, si manifesta nel segno grafico che tutti osservano e al quale tutti si soffermano.
Mentre indica un ANDARE un movimento della forza che si sta evolvendo.
UNA RUNA SCATURISCE DALL'ALTRA PER POTER QUINDI EVOLVERE LA MATERIA SONORA E PORTARE ALL'AZIONE DELLA PRECIPITAZIONE CREATIVA.
Intendo dire che ogni segno runico scaturisce idealmente dal precedente mediante forze di movimento interne date dalle reti di forza che costituiscono la runa stessa.
Ricordate che le rune erano scritte sul legno ossia su materia organica viva che deve dare alla runa stessa la base di manifestazione nel mondo fisico.
Faccio un esempio molto chiaro:

SE IO DIPINGO O INCIDO UNA RUNA NELLA CORTECCIA DI UN ALBERO, STO INCIDENDO NELLA VESTE SOTTILE E VITALE DELLA PIANTA UN MESSAGGIO CHE LA PIANTA PRENDE E NUTRE E QUANDO E' MATURO LO RENDE AL MONDO MEDIANTE LA SUA PROPRIA AZIONE BIOLOGICA E METABOLICA.

Se capiamo la regola su esposta ci si rende conto che gli antichi affidavano ai boschi mediante le rune delle programmazioni del tessuto vitale degli alberi e quindi LE COSE DA ACCADERE...
In questo modo potevano ottenere molte cose.
E' la stessa tecnica che gli Egizi usavano nello scolpire o dipingere il loro alfabeto ecc.
La procedura è differente nelle azioni magiche ma le reazioni sono le stesse.
E tutto ciò era de sempre usato dalla casta sacerdotale per programmare il popolo e portarlo vicino alla concezione del Dio eterno e della realtà superiore, strappandolo dall'animalità.
Lasci perdere quando nella decadenza il corpo sacerdotale usò la conoscenza per programmare il popolo secondo i voleri dei re e non verso l'educazione divina...

Le rune ripeto agiscono sul corpo del suono e quindi si espandono recitate oltre che disegnate su superfici e se non SE NE CONOSCE LA CORRETTA PRONUNCIA NON AGISCONO PER LORO STESSE MA AGISCE SOLO IL PTERE PERSONALE DEL PRATICANTE.
Quindi se non si conosce l'azione della parola della runa ci si illude della loro azione e l'azione diventa quella del potere dell'agente e che nULLA HA A CHE FARE CON LE RUNE STESSE.
Le rune furono trasmesse da un Dio e quindi se usate in una certa maniera sbagliata distruggerebbero l universo.
sono accomunabili, ed intendete bene per carità, all'alfabeto edochiano, nel senso che ne posseggono le stesse potenze e forze!
In tradizioni differenti ma con funzioni identiche.
Ora non posso andare oltre su ciò ma PENSO DI AVER APERTO UNA FINESTRA DI INDAGINE CHE PROMA NON CERA...
Amore per voi
Riccardo Mario Villanova Sammarco
MRA

venerdì 23 settembre 2016

CONOSCI IL TUO NUME O DAIMON E CHE IN TE VI E' UN DIO!


CONOSCI IL TUO NUME O DAIMON E CHE IN TE  VI E' UN DIO!





Sapendo che ogni evento ti porta al te stesso divino, ogni ostacolo che incontri assume il suo significato: di difficoltà , al tuo percorso di espansione cosciente; un qualcosa che, come ogni indizio, va compreso e superato. La lotta non ti risparmia, finché opponi alcune cose alle altre: la Luce al Buio, il Bene al Male, la Vita alla Morte, il Corpo allo Spirito, te stesso al Daimon. Questo mondo non è un luogo di sacrificio, ma il regno del compimento di sé, nel livello che ti compete, e di cui puoi essere consapevole. Tuo è l’impegno dell’andare oltre ogni opposizione, valutando le qualità, e le carenze, della tua attuale struttura, e superandone i limiti.

Tu sei il Fisso del Volatile, il Corpo del Dio; e gli dai corpo, mentre lui ti anima del suo proprio soffio, rendendoti Individuo senza ego personalità, nudità priva d’abiti, flusso senza ostruzioni, amore senza paure o difese, volontà senza limiti: Io essenziale senza possibile negazione. Questa Unione con il Dio, non è l’annullamento in Dio, ma la reciprocità divina, che si riconosce, nell’Amore dell’Uno per l’Altro. La tua Identità è desiderio divino, reso cosciente di sé; perciò, quando tocchi una creatura con amore, tu compi l’opera di Dio, e ne comprendi in te lo splendore; non oscurato da strati di opacità espressiva.

La sola strada giusta, che tu possa percorrere, è quella che accompagna il tuo Daimon alla divinità incarnata, perché, di fatto, la sua volontà e la tua sono un’unica forza. Quando comprendi la realtà della tua divinità, e sei una cosa sola con il tuo Dio, allora Sei completamente libero dall’andare e dal venire. Tutto ciò che esiste è Amore, perché l’amore è l’energia che ha creato l’universo, e lo mantiene unito e vivente. Quindi esalta l’amore di te stesso, e accettati per quello che sei; senza riserve.

La strada che porta alla luce è la tenebra; la via che porta all’amore è l’esperienza della sua mancanza. Realizza il tuo Amore, e vivi con ricchezza i desideri del Dio; che ha deciso di esprimersi in te. Il sesso è l’Amore fisico, necessario alla tua crescita energetica, psichica e spirituale, e, con esso, tu strutturi la tua immagine animica. Perciò dà e ricevi amore, fisicamente, senza limitazioni o controlli razionali, che lo strumentalizzano per finalità che gli sono estranee.

Smetti d’essere ciò che non sei; elimina i meccanismi immaginali, che società e religioni usano da secoli, per impedirti la via del Cuore: il cammino verso lo spazio aperto della tua effettiva divinità individuale. Caccia paura e pregiudizi su te stesso, e poniti in ascolto del tuo unico vero Dio, aprendoti al suo influsso e amandone, in te, la Presenza. Tutto è energia divina e gioia. La sofferenza è causata dall’impotenza di chi, non sapendo usare la propria Volontà daimonica, desidera, o invidia, il potere altrui; essa nasce dal dolore di chi, ignorandosi come fulcro d’azione efficace, non realizza in sé il potere volitivo del Daimon. Basandoti sul primo paradigma del Potere divino: “Tutto ciò che esiste è Energia in continua modificazione, diretta dal potere di Volontà di un Dio; Io Sono quel Dio”, trasforma il tuo modo di vedere le cose, il pensiero, la parola, la qualità del suono, l’azione e il gesto; il tuo modo di vivere e fruire delle risorse energetiche.

Fissati nella centralità di una devozione assoluta a te stesso, come Dio immanente, e non dar fede ai presunti mediatori del divino. Trasforma l’Attenzione, e l’Immaginazione, in fattori creativi e in Volontà Magica; potente ed efficace. Tutto ciò che esiste è gioia, ricchezza, piacere, eternità, potere che vuole essere attuato completamente dalla volontà, e dall’attenzione di una Coscienza Umano- Divina.

Finché ignori d’essere un Dio potenziale, la tua vita è impotente, e non creativa, e quindi sperimenti sofferenze, miserie, impermanenza, imperfezioni, e inconsistenza. Il non aver formato un proprio Io Essenziale, centrale, ti causa il dolore dell’Impermanenza, e la paura psicologica della dissoluzione nella morte. Privo di un centro agente, tu sei solo un aggregato temporaneo di qualità cosmiche, che si esprimono attraverso di te; sul piano materiale. Ogni tua sofferenza, nasce da questo non essere il centro della tua stessa volontà, e del tuo potere di azione creativa; dall’essere Spettatore agito, anziché Attore.

Tutto è energia, ma questa Forza in perenne trasformazione, necessita, per definirsi, del supporto di una Volontà auto centrata, che ne guidi il movimento; in modalità creative, intenzionali e direzionate. Quando intuisci d’essere un Dio, ti liberi dall’ignoranza di te, e del tuo potere d’azione. Allora ti concentri in un Io Essenziale, che ricompone e rimembra tutte le tue parti, o Entità parallele, in un unico nucleo auto esistente, individuato, eterno, e non limitato nello Spazio-Tempo: la tua Entità olografica globale.

Ottieni così il primo risultato immaginale: Non avere altro Dio fuori di te. Procedendo dall’interno all’esterno, prendi coscienza della tua possibilità di permanenza energetica; come Io cosciente di Te. Relativamente alla tua comprensione, della possibilità di eternità del tuo “Io sono questo Dio”, puoi intraprendere la Via Magico Volitiva, che crea l’esaudirsi reale di tutti i tuoi scopi. Ottieni così il secondo livello, volitivo: Sia fatta la mia volontà.

Non devi desiderare, ma volere, perché finché desideri, resti uno strumento impotente; dipendente dalle intrusioni volitive altrui. Ottieni così il terzo livello, di potere: Non desidero le cose d’altri,ma voglio le mie.

La sofferenza, nasce dall’attaccamento mentale al passato, a ciò che pensi di te stesso, o a ciò che altri ti hanno imposto di pensare di te; a ciò che sei stato. Il tuo potere di trasformazione è, invece, collocato esclusivamente nel Presente; nell’Io stesso, e non negli altri. Dato che il potere è in te, ed è attuale, tu puoi trasformareimmediatamente ogni tua realtà esistenziale: Essere ciò che sei.

La radice fondamentale di ogni dolore, e di ogni sofferenza, è l’Ignoranza delle possibili soluzioni, e la Paura della propria impotenza, nel fronteggiare una realtà dei fatti misconosciuta. L’Ignoranza causa il desiderio di ciò che manca, e questo origina l’attaccamento a ciò che si ha. Comprendi che paura, e ignoranza, esistono solo perché attualmente vivi in difetto di conoscenza della tua Volontà attuale: ignaro del tuo Daimon. Spezza la catena che ti tiene relegato fuori di te.

Poniti al centro della tua Ruota, come signore e padrone del moto delle energie, e dei loro effetti formali; nello spazio-tempo della tua attuale esistenza. Finché non ti centralizzi nel tuo Io essenziale, divino, sei sospeso nell’Ignoranza di Te: un’impotenza che ti consegna al ciclo della trasmutazioni energetiche coatte; le tue tendenze di risonanza formativa, che ti sottopongono a continue disgregazioni e ri-aggregazioni energetiche: morti, transferenze e rinascite, da un punto all’altro delle tue identità parallele; e al vivere in maniera casuale, e non diretta dalla tua Volontà. La liberazione dalla Morte, o dalla sofferenza del non poter essere, volontariamente, ciò che si vuole essere, è possibile, ed è costituita dall’Erezione dell’Io Essenziale; dal suo farsi immagine speculare, olografica, dell’Entità Globale: Il DIO in Me.

Ogni individuo che abbia concentrato in sé la formula dell’Io Essenziale, creandone volitivamente l’immagine attiva, acquisisce un Potere di adesione al proprio Destino, o Daimon; l’ Energia direttiva che lo rende padrone delle proprie intenzioni. Egli ora è il proprio Unico Dio, e può abbandonare e riprendere, a volontà, apparenze formali ed energetiche, trasferendosi da un punto all’altro dell’Ologramma cosmico. Gli individui che attuano il proprio Reset energetico, possono sperimentare la propria divinità durante la vita attuale, modificando attivamente il proprio ternario strutturale specifico: corpo genetico, psiche collettiva, e potenzialità spirituale; in Corpo divino, Anima individuale, Potere spirituale.

Poi, abbandonando al momento della morte le apparenze corporee accidentali, possono formarsi corpi e veicoli migliori, e più potenti di quelli materiali, o rigenerarsi materialmente in esistenze sovrumane. Tre fattori ti conducono dall’intuizione della tua reale natura divina, alla sua esperienza diretta, contribuendo alla riuscita dell’intero processo del Reset :

1.Immaginarti e volerti come Dio,
2.Essere quel Dio,
3.Agire come il Dio.

Con tre mezzi ottieni così la divinità:

1. Con l’intuizione di sé, come espressione e Parola del Dio vivente.
2.Tramite l’Azione, e l’uso costante e reiterato delle energie divine.
3. Grazie ad una vita quotidiana basata sulla concentrazione volitiva dei pensieri, in schemi calmi e incorruttibili; tali da aprire all’intenzione daimonica un varco d’azione rigenerante; nella consistenza energetica di tutti i fenomeni corporei, psichici, e spirituali della tua esistenza.

Posto al Centro del tuo Mondo, come Dio di te stesso, lascia che la gente comune adori divinità estranee a sé, e sprechi le proprie energie, nutrendo entità aliene chiamate Dei; che possono essere di vario tipo:

1.Esseri insigni ed Eroi della specie sovrumana.
2.Esseri divinizzati degli Elementi o Egregore elementali.
3.Entità Astrali, terrestri, planetarie o stellari.
4.Archetipi Cosmici.

Tu comprendi, nelle loro gerarchie, il cammino della tua stessa divinizzazione, e le fasi di costituzione del tuo Ologramma cosmico divino. I regni divini, sono dimensioni parallele e trans corporee, che costituiscono progressivi livelli di realizzazione super umana. Gli Dei, non sono che i Simboli di una completezza umana sempre maggiore, e, solo in questo senso, sono l’oggetto dell’attenzione meditativa, e del Culto del Daimon e del Dio individuale. L’individuo, venerando un Dio risonante, venera sé stesso; proiettandosi, immaginalmente e volitivamente, in quel livello di esistenza.

La Volontà è creativa e, laddove vi sia una creazione, è evidentemente all’opera una volontà. Gradi diversi di volere, presumono, quindi, creazioni via via sempre più perfette e complete. Il concetto di divinità, è sempre legato a fattori culturali e
al livello di maturità: intellettuale e spirituale, o energetica, raggiunto da un individuo o da una società. Il pensiero popolare, che esprime la Volontà del Daimon, come Dio creatore distinto dall’essere umano, corrisponde all’ignoranza di sé come Dei creatori, e alla misconoscenza delle modalità d’azione delle energie cosmiche.

Non vi è nulla da conseguire, o di cui avere paura, ma solo il superamento di ogni Con-fusione, nell’immaginare e vedere, sé stessi, come proprio Unico Dio. Affidarsi a sé stessi e al Daimon, è la Grande Magia; essere sé stessi è l’atto rituale che spalanca, all’individuo, lo spazio immaginale divino dell’Ologramma Cosmico: permettendogli di andare dove vuole, e di essere chi vuole.

Morte e morire, non sono eventi spaventosi, ma eventi non necessari: transiti di informazione olografica della coscienza, fra le dimensioni spazio temporali, occupate dalle varie Identità Parallele, non ancora individuate. Chi non si attua come Centro di Consapevolezza individuale, permanente, riconoscendosi come una delle Identità-Raggio, emanate dalla propria Entità Globale, viene riassorbito in quel centro di coscienza olografica, unitaria, e scomposto in vari semi immagine, che vanno a formare l’aggregazione sintonica di altre Identità esistenziali; le cui potenzialità individuanti non sono ancora attivate.

Il Centro individuante, o Entità Globale, è già attivo nel livello Eterico, e corrisponde al Daimon eterno, che si proietta nelle varie possibilità di esistenza individuale, cercando di vincere, in esse, la morte. In queste dimensioni, formalmente condizionale dalla specie, il Daimon recepisce informazioni ed esperienze, dai livelli fisici di esistenza collettiva, e, a sua volta, ne crea, formulandosi come Presenza del Dio individuale eterno: possibilità di individuazione divina, eterna; in una data esistenza.

Per l’Entità Globale, o Daimon, ogni sua identità individuale è una possibilità di attivare, in un dato frammento spazio temporale, l’ Immagine olografica dell’Io essenziale: il Dio incarnato. In ogni identità, l’individuo può collegarsi al Daimon, o Entità Globale, attraverso l’Imago Dei del proprio Io essenziale, che è il riflesso speculare del Daimon, e suo Attore in una data individualità reale; capace di attingere a tutte le informazioni di quell’insieme.

Ogni individuo, può attuare la transferenza di corpo e coscienza, dal piano materiale e fisico, a quello dell’Ologramma Cosmico, che è il piano delle sue Energie Strutturanti; realizzando, così, il progetto dell’Entità Globale, o Daimon: formularsi e fissarsi nella materia corporea, con la pienezza d’azione dei propri poteri divini, e delle proprie qualità spirituali. Il Daimon-Entità Globale, è l’Ologramma immaginale della Completezza di un dato Io Essenziale; il suo essere un Dio realizzato.

L’Entità Globale centrale, e le varie Identità fisiche parallele, radiali, funzionano come vasi comunicanti, attivi nei vari istanti spazio temporali che configurano la loro manifestazione formale. Essere il centro, della rete neurale delle proprie identità multiple, significa ri- comporle in sé, come Io Essenziale polarizzato; Luce e riflesso del Dio. Concentrarsi individualmente nel proprio Dio, vuol dire poter rimembrare le proprie potenzialità: simili a frammenti d’ ologramma, che, pur contenendo l’immagine completa, non possono esprimerla, se non sono illuminate da una luce coerente: capace, cioè, di rivelarne l’implicita Presenza.
M.L.

PASSIM
OSSIA LEGGI E RILEGGI PER CAPIRE LE MIE PAROLE DETTE PER LA PRIMA VOLTA COSI' CHIARE FUORI DAL TEMPIO DEI MISTERI SOLO PER TE!





PARLIAMO DI INIZIAZIONE_podcast

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VENERE