lunedì 22 settembre 2014

LA TRADIZIONE ORALE FONETICA E MUSICALE, CUSTODE DELLA VERA CONOSCENZA INIZIATICA ERMETICA

LA TRADIZIONE ORALE FONETICA E MUSICALE, CUSTODE DELLA
VERA CONOSCENZA INIZIATICA ERMETICA

LA TRADIZIONE ORALE FONETICA E MUSICALE
Prima di continuare con le istruzioni di Magia Sintetica provenienti dalla Scuola di ammonia Pura, mi è stato richiesto di fare una digressione sulle forme di trasmissione della Conoscenza Iniziatica.
Io non mi dilungherò a scrivere le solite cose che è possibile leggere in ogni libro di Magia. Io farò come sempre opera originale, in modo che qui si possa riuscire ad entrare in una dimensione OLTRE LA RETE CREATA DAI LIBRI IN COMMERCIO E DAGLI ORDINI CHE HANNO GESTITO UN CERTO TIPO DI CONOSCENZA OCCULTA. Infatti la massa di libri che sono pubblicati nel mondo, sono un tentativo fatto ad arte, di controllare la conoscenza occulta, proprio come è stato fatto per la conoscenza comune delle scuole.


Nelle scuole infatti si studia un tipo di conoscenza approvata e seriale in maniera che le cose vadano come si è deciso che vada, secondo delle linee guida. Tempo fa, con l'esplosione della Scienza occulta in libreria e l'apparizione...delle librerie dell'occulto..( sic) si è stabilito, un corri-corri generale a pubblicare quanto più possibile. Ma...non si è pubblicato le cose veramente importanti, creando quindi una pletora ed una cortina di documenti che sono preparatori. Questo è un bene. Ma anche un male, come tutte le cose.

Il pubblico interessato comprando un testo di avviamento al suo mondo occulto si accontenta di quello che conosce, tramite qualche testo. E questo ne arresta il cammino. E ripeto: DA QUALCUNO E' STATO SELEZIONATO IL MATERIALE DA PUBBLICARE. IN QUESTA MANIERA SI REISCE A CONTENENERE LA CURIOSITA' DANDO SOLO QUELLO CHE SI VUOLE DARE. E LASCIANDO PER SE LE COSE VERAMENTE IMPORTANTI.
In questa ottica è nato questo blog, volto invece a parlare di cose che in libri e documenti conosciuti NON CI SONO. Ecco il motivo di questo post.


 

Vorrei portare un esempio, parlando dei quattro volumi della Golden Dawn che tutti usano come base e conoscenza della Magia occidentale oggi. Essi leggono i principi e praticano quello che li riportato, il che va bene per i primi gradini. Ma...poi?
Chi approcci a quei libri, viene sopraffatto dalla mole di materiale in esso contenuto. Con tutte le simbologie massoniche e cabalistiche, cristiane e pagane, egiziane e greche. Ok...e poi? Si può pensare che il sistema sia finito? Oppure nasconde qualcosa di altro???


 

Si nasconde qualcosa di altro. Ogni documento occulto è sempre scritto su quattro livelli (sempre corrispondenti alla emanazione quadrupla dell'Ente , ma sono tre in realtà in quanto il livello mediano viene sempre diviso in due per comodità).Il primo livello è quello materiale della tecnica pura magica rituale ecc. per dare le basi tecniche operative. Il secondo il livello cosiddetto astrale. Ossia poggiato alla immaginativa del rituale stesso, imparato fisicamente. Questa parte, propriamente detta, da vita , ad un rituale fisico, che se ne fosse sprovvista, sarebbe morto.


Il terzo livello è quello puramente speculativo, o intellettuale. E serve a dare la cognizione del significato e del PERCHE' di un dato rituale. Sia delle cosa da usare, sia dei significati ecc. Il livello due e tre come detto sono uno in fondo, ma vengono divisi per comodità. Nelle scuole Italiche di Magia vengono assegnati alla luna e a mercurio. Indicando così i propri significati. Il quarto livello ( terzo in realtà) è il livello divino. Ora, cosa vogliamo intendere con divino? Come ho detto all'inizio, voglio discostarmi da quanto conosciuto e aggiungere qualcosa di nuovo. anche provocatorio.
!
Innanzitutto RAGIONIAMO SUL PERCHE' SI USANO CERTE PAROLE INVECE DI ALTRE?
Perchè diciamo livello DIVINO? Se noi analizzassimo la parola e la seguissimo nel vero significato , per la quale fu posta a questo stato, capiremmo che , essendo l'essere umano, un essere che pensa per categorie e similitudini, si voleva indicare appunto per similitudine e analogia, qualcosa che potesse additarcelo. E la lingua PARLATA e non SCRITTA è da sempre stata la prima e SACRA forma di trasmissione. Quindi atteniamoci un attimo ad essa, tralasciando i significati scritti e riscontrabili nella scienza falsa attuale, che ammantata di università, cieca essa stessa conduce altri ciechi!

ESEMPIO DI SCIENZA ORALE:
DIVINO=DI-VINO= DEL VINO. Ossia qualcosa che è della stessa sostanza del vino, sia nella sua creazione, nella sua composizione, nei suoi effetti.
e si sa che il Vino era considerata bevanda sacra e il suo inebriare er SACRO. Non mi soffermo su Dionisus e Baccus. Vado oltre, perché sono cose che si posano trovare ovunque. Mentre non si trova ovunque questo: DIVI-NODI-VIN-O-DI-V-INO-DIVINO...DIVIN- ODIN-IN-NIN.

Non mi si consente di andare oltre nella spiegazione della parola ma aggiungo un paragrafo di wikipedia( in questo modo sono fuori dal segreto iniziatico trasmesso da bocca ad orecchio) per studio ed indicare dove possa portare l'analisi FONETICA DELLE PAROLE USATE IN MAGIA:
nki e Nin-ursag e la creazione della vita e della malattia
Il mito cosmogenico diffuso comunemente nella terra dei Sumeri, era quello della Ierogamia, un matrimonio sacro in cui i principi divini in forma dualistica degli opposti si sono riuniti come maschio e femmina per dare vita al cosmo. Nel poema epico Enki e Ninhursag, Enki come signore di Ab o delle acque dolci (anche la parola sumera per sperma), vive con la moglie nel paradiso di Dilmun dove:
« La terra di Dilmun è un luogo puro, la terra di Dilmun è un luogo pulito,La terra di Dilmun è un luogo pulito, la terra di Dilmun è un luogo luminoso;Colui che è solo se stesso giù nel Dilmun,
Il luogo, dopo che Enki si è pulito, quel luogo è luminoso. »
Nonostante sia un luogo dove "il corvo ferito non grida" e "il leone non viene ucciso, il lupo non afferrò l'agnello, sconosciuto era l'uccisore del cane infanticida, sconosciuto era il grano divorato dal cinghiale", Dilmun non aveva acqua e Enki, sentite le grida della sua dea Nonsikil, ordina al Dio-Sole Utu di portare acqua fresca dalla terra a Dilmun. Come risultato:
« La sua città Beve l'Acqua dell'Abbondanza,
Dilmun Beve l'Acqua dell'Abbondanza,
I suoi pozzi di acqua amara, si sono tramutati in pozzi di acqua buona,
I suoi campi e le sue fattorie producono colture e cereali,
La sua città, ecco che è diventata la casa delle banche e le banchine della terra. »
Il racconto successivo, con analogie al racconto biblico del frutto proibito, ripete la storia di come l'acqua fresca dia vita ad una terra arida. Enki, Il Signore delle Acque, "ha causato il flusso dell'acqua del cuore" e rendendo fertile la sua consorte Ninhursag, conosciuta anche come Ki o Terra, dopo "I suoi nove giorni divenuti i suoi nove mesi, i mesi della 'femminilità'... come il burro buono, Nintu, la madre della terra, ... come burro, diede alla luce Ninsar". Quando Ninhursag lascia Enki, egli giace sopra Ninsar in qualità di Signore delle Acque. Enki non sapeva che ella fosse sua figlia, ed a causa della somiglianza di Ninsar con la sua assente consorte, la seduce avendo un rapporto sessuale con lei. In seguito Ninsar diede alla luce Ninkurra (Signora della fecondità e del pascolo), ma Enki viene nuovamente lasciato restando solo. Per la seconda volta Enki, nella sua solitudine, trova e seduce Ninkurra, e dall'unione dei due viene alla luce Uttu (ragno tessitore, il tessitore della rete della vita).


Per la terza volta Enki soccombe alla tentazione, e tenta di sedurre Uttu. Sconvolto dalla reputazione di Enki, Uttu si consulta con Ninhursag, che, sconvolta dalla natura capricciosa e promiscua del suo sposo, consiglia Uttu di stare lontano dalle rive del fiume ed dai luoghi a rischio inondazione, casa di Enki. In un'altra versione del mito Ninhursag prese il seme di Enki dal grembo di Uttu e lo seminò nella terra dove rapidamente germinarono otto piante. In questo racconto troviamo Isimud, con il doppio ruolo di serva e assistente: "Enki, nella palude, nella palude giace disteso, Cosa è questo, cosa è questo. Il suo messaggero Isumud gli risponde, Mio Re, questo è un albero-pianta, gli dice. Lo taglia per lui ed Enki lo mangia". E così, nonostante gli avvertimenti, Enki consuma gli altri sette frutti. Consumando il suo stesso sperma, Enki cade in uno stato di gravidanza con vari rigonfiamenti nella sua mascella, nei suoi denti, nella sua bocca, nei suoi fianchi, nella sua gola, nelle sue membra e nelle sue costole. Gli dei confusi non sanno cosa fare, e gli gridano di sedersi nella polvere. Poiché Enki non possedeva un utero con cui partorire, stava morendo a causa dei gonfiori che andavano peggiorando. A questo punto del racconto compare la volpe che si reca da Enlil, Re degli Dei, domandandogli: Se porto Ninhursag al tuo cospetto, quale sarà la mia ricompensa?. Successivamente la sacra volpe ritrovò la dea Ninhursag portandola al cospetto di Enlil.

Ninhursag cede alle richieste e prende l'Ab (acqua o seme) di Enki all'interno del suo corpo, e diede alla luce gli dei della guarigione da ogni parte del suo corpo. Abu per la Mascella, Nintul per l'anca, Ninsutu per il dente, Dazimua per il Fianco, Eshagag per gli Arti. L'ultimo, Ninti (dalla costola) che è anche un gioco di parole per la Signora della Vita, il titolo proprio di Ninhursag. La storia riflette simbolicamente il modo in cui viene portata avanti la vita con l'aggiunta dell'acqua dalla terra, ed una volta cresciuta, l'acqua è necessaria per portare le piante a frutto. Si consiglia anche l'equilibrio e la responsabilità, nulla deve eccedere. Ninti, il titolo di Ninhursag, significa anche la madre di tutti i viventi, e più tardi fu il titolo dato alla dea hurrita Kheba. Nella Bibbia fu anche il titolo dato a Eva, in Khavvah Ebraico (חוה), in aramaico Hawwah, che venne fatta da una costola prelevata dal petto di Adamo, in una strana analogia del mito Sumero, in cui Adamo, non Enki, cammina nel Giardino dell'Eden.[8].

Viene da ridere certo. Ci si stupisce, certo. Si pensa che io sto menando il can per l'aia. Ma non è così. Nella Scienza Alta, ogni cosa è celata nelle parole che vengono usate per descriverla!
Questa è una regola che se voi applicherete vi aprirà la strada e spianerà l cammino, al di la, di me, o di altri autori. E farà affidamento solamente sula vostra intelligenza, come dovrebbe essere sempre fatto in questo tipo di studi.
Quindi gli antichi che stupidi non erano proprio, decisero di usare lo stesso radicale FONETICO per indicare due cose simili.

Bisogna capire che nella lingua magica NON SI TIENE CONTO DEL SIGNIFICATO ETIMOLOGICO UNIVERSITARIO. MA SOLAMENTE DELLE ASSONANZE FONETICHE!
Se si comprende questo e ci si abitua a questo, anche i libri di Alchimia più chiusi inizieranno a parlare. E così dove solitamente si legge un libro alchemico, lo si comincerà ad...udire!!! Infatti questa usanza è rimasta nei conventi. ma era usanza magica e alchemica delle scuole Alte dell'antichità.
Se noi invece di interpretare il classico recipe alchemico come solamente ricetta, oppure come ricevere ( ricordarsi che recipe è IMPERATIVO...e significa anche RICEVI!!! Ricevere COSA???
Quindi da ricetta, recipe, diventa ricevi, rivolgiti , rivolgi ecc. Naturalmente si ha bisogno di n po di bagaglio linguistico per comprendere le scienze antiche. E se al tempo del Agrippa, egli scrisse chiare queste necessità nel suo capolavoro, oggi è ancora di più attuale.

Ma riprendiamo quello che dicevamo dei libri della Golden Dawn In esso, il lettore medio che li leggesse troverebbe la prima forma di esposizione e la seconda, con accenni alla terza ma con assenza della quarta. Quindi quei libri sono monchi! Come ogni Grimorio antico del resto, che presupponeva sempre le due linee di ISTRUZIONE: SCRITTA ED ORALE. Dando alla scritta solo le parti non segrete veramente e lasciando solamente all'orale con le sue assonanze, le vere spiegazioni e SEGRETI della pratica.
Quindi chi possedesse i quattro volumi del Regardie, sappia che ha nelle mani un tesoro e che ne ha disseppellito solamente un mezzo! L'altra metà tutta sepolta nel terreno dei significati analogici e simpatici, che uno studioso della scienza deve studiare con preferenza su tutto il resto.
Un esempio tratto dai suddetti libri:
Il PENTAGRAMMA o RITUALE MINORE DEL PENTAGRAMMA. Cosa intuiamo?Intuiamo questo: L'USO DEL PENTAGRAMMA ( MUSICALE) IN CHIAVE MINORE.....Devo fermarmi qui...non posso procedere oltre ma penso che una chiave lo data.


NON LEGGETE LE COSE E NON DATELE PER SCONTATO. LA MAGIA E' UN LABIRINTO DI SPECCHI E RIMANDI CHE SOLO LA CONOSCENZA SIMBOLICA E ANALOGICA PUO' SVELARE, MA SE AVETE L'ACCORTEZZA DI UDIRE LE COSE CHE LEGGETE NEI MANUALI E NON SOLO DI LEGGERLE E PENSARLE COME SONO SCRITTE ASSOCIANDOLE CON LE COSE CHE VOI CONOSCETE. Infatti per tutti il rituale minore del pentagramma era qualcosa di altro....

MA CAPITO COME LO DATO IO, OSSIA CON LA CONOSCENZA DELLA TRASMISSIONE "ORALE"...LO SI ATTIVA VERAMENTE IN QUANTO VIENE SPIEGATA ANCHE LA VOCE MAGICA DA USARE CON ESSO, LA SCALA PENTAGRAMMATICA E LA CHIAVE.
Rimane come porre le note su questa scala minore per avere effetto.Faccio notare di passata che i simboli che si pongono sul pentagramma sono sempre cinque, ossia SPIRITO, FUOCO, ARIA, ACQUA, TERRA.
umer o
di note
Inflessio ni
Nome del neuma
1
Nessuna
Punctum (nota semplice) o Virga (nota con gambo)
RELAZIONE GEOLOGIA DI BASE !43
2
Su (U)
Podatus (pes)
2
Giù (D)
Clivis (flexa)
3
UU
Scandicus
3
UD
Torculus
3
DU
Porrectus
3
DD
Climacus
4
UUU
Virga praetripuncits
4
UUD
Scandus flexus
4
UDU
Torculus resipunus
4
UDD
Pes subtripunctis
4
DUU
Porrectus resupinus
4
DUD
Porrectus flexus
4
DDU
Climacus resupinus
4
DDD
Virga subtripunctis
Ricordo di passata che nel canto gregoriano si usa IL TETRAGRAMMA e non il PENTAGRAMMA, come la musica moderna e strumentale.
Riporto sempre dalla utilissima wikipedia( e per essere fuori da giuramento iniziatico) la spiegazione illuminante per chi vuole capire come usare il PENTAGRAMMA MINORE
Caratteristiche
Il canto gregoriano è un canto liturgico, solitamente interpretato da un coro o da
un
solista chiamato cantore (cantor) o spesso dallo stesso celebrante con la partecipazione di tutta l'assemblea liturgica.
È finalizzato a sostenere il testo liturgico in latino.
Deve essere cantato a cappella, cioè senza accompagnamento strumentale, poiché ogni armonizzazione, anche se discreta, altera la struttura di questa musica.
In effetti, si tratta di un canto monodico, è una musica cioè che esclude la simultaneità sonora di note diverse: ogni voce che lo esegue canta all'unisono.
Dal punto di vista del sistema melodico, il canto gregoriano è di tipo modale e diatonico.
I
cromatismi vi sono generalmente esclusi, così come le modulazioni e l'utilizzo della sensibile. Le diversescale impiegate con i loro gradi ed i loro modi, sono chiamati modi ecclesiastici o scale modali o modi antichi, in opposizione alle scale utilizzate in seguito nella musica classica tonale.
Non è cadenzato, ma è assolutamente ritmico. Il suo ritmo è molto vario, contrariamente
alla
cadenza regolare della musica moderna. Il ritmo, che nel canto gregoriano riveste un ruolo complesso, oltrepassa le parole e la musica, sorpassando le due logiche. Nei passaggi salmodici o sillabici, il ritmo proviene principalmente dalle parole. Nei passaggi neumatici o melismatici, è la melodia che diventa preponderante. Queste due componenti sono costantemente presenti.
È una musica recitativa che predilige il testo in prosa, che prende origine dal testo sacro e che favorisce la meditazione e l'interiorizzazione (ruminatio) delle parole cantate[2]. Il canto gregoriano non è un elemento ornamentale o spettacolare che si aggiunge alla preghiera di una comunità orante, ma
e parte integrante ed efficace della stessa lode ordinato al servizio ed alla comprensione della Parola di Dio[3]. È questo il significato più profondo ed intimo di questo genere musicale.

Il Rigo
Il repertorio gregoriano può trovarsi nella sua forma originale sia in
forma
diastematica che adiastematica, rispettivamente con oppure senza riferimenti spaziali. I brani diastematici vengono trascritti su di un rigo detto tetragramma che legge in chiave di do e che consta di quattro linee orizzontali con tre spazi all'interno; si leggono dal basso verso l'alto. Alcune volte si può aggiungere una linea supplementare ma, spesso per melodie che oltrepassano l'estensione del rigo si preferisce utilizzare il cambio di chiave. Generalmente i brani con la scrittura diastematica risalgono all'XI sec d.C. poiché vennero inventati da Guido d'Arezzo.

NON VADO OLTRE SU QUESTO POICHE' OLTRE AD ESSERE SERRATO DALLA TRADIZIONE ORALE GENUINA E TRADIZIONALE, CHE NULLA HA A CHE SPARTIRE CON LE COSE SCRITTE IN GIRO, AGGIUNGO SOLAMENTE CHE IN QUESTO SISTEMA VENGONO USATI I QUATTRO ELEMENTI E IL QUINTO DIPENDE DA DOVE " APPARE" PER PORTARE L'EQUILIBRIO. E CHE INOLTRE IL TUTTO S' PERFEZIONATO NEL SUSSEGUENTE RITUALE DELL'ESAGRAMMA... DOVE IL RITUALE DEL PENTAGRAMMA SI AMPLIA E SI ESPANDE NELLE SUE FINALITA' MODALI E TONALI, PER PORTARE LE MISURE SONORE E MUSICALI PERFETTE, CHE POSSANO RISVEGLIARE I POTERI ADDORMENTATI, QUANDO VENGANO PRONUNCIATI!

Questo per amore della verità MRA 


P.S
Mi scuso per l'oscurità di alcuni passaggi, ma il mio intento è quello di INDICARE ossia INDI-CARE OPPURE IN- DI'-CA-RE. Diversamente non è consentito, in quanto metodi automatici di risveglio di forze ed energie che se dissuggellate senza preparazione, portano al discioglimento della NOTA NATURALE DI FONDO E CONTINUA ( ANCORA PROPRIO COME NEL CANTO GREGORIANO... E NELLA MUSICA INDIANA) CHE REGGE LA TESSITURA UMANA, O CORPO DI LUCE!!! Naturalmente per chi sa, è possibile anche operare all'Inverso. E qui vediamo uno dei modi dell'Iniziazione vera.