sabato 29 novembre 2014

RISPOSTA AD UNA LETTERA INVIATAMI SULLA NATURA DELL'ALCHIMIA VERA

AVVISO AD UNA LETTERA INVIATAMI SULLA NATURA DELL'ALCHIMIA VERA


Il presente scritto, fa seguito ad una lettera giuntami che chiedeva lumi sull'alchimia e le sue fasi...psicologiche,  e vuole essere un ulteriore contributo allo studio ed alla comprensione dell' Alchimia stessa chiamata PROPRIAMENTE : Arte Regia. 
Sara' uno scritto agile e veloce per non sntancare ma che mettera' a fuoco i punti di riposta ala lettera summenzionata. Ne faccio partecipi tutti per chiarire ancora maggiormente le cose.
Nelle mie intenzioni, non vi quella di una rivisitazione dell'Alchimia in chiave moderna, ma, semmai, quella di una riconferma e rivalutazione di questa Scienza dello Spirito. 
Il suo gergo oscuro e spesso involuto, non deve scoraggiare i sinceri ricercatori della Verità, in quanto, esso si giustijca con la necessità. sempre attuale, di allontanare i curiosi e, con quella antica, di evitare l'interferenza o le reazioni del clero, ed in particolar modo dell' ln- , quisizione, o di potenti, troppo interessati alle applicazioni più materiali, per non dire venali, di tale Scienza Assoluta
Non mi interesserò tuttavia di tali questioni, poichè il mio interesse non va alle possibili applicazioni materiali di questa Scienza, nè alle contingenze del periodo storico in cui raggiunse il suo massimo sviluppo; ciò che a me interessa, la sua  realtà di "mezzo spirituale" o "via realizzativa"per la trasformazione dell'uomo. Il linguaggio chimico e metallurgico di cui gli alchimisti si servivano, non aveva infatti altro scopo se non quello di adombrare procedimenti del tutto interiori e spirituali supportati da opere manuali di laboratorio atte a svegliare certe forze , da manipolare poi dentro di se stessi,  e, se anche l'incomprensione più totale circonda  ancora oggi l'Alchimia, non sarà tuttavia tale mancanza di comprensione a diminuirne il  valore.

 Appartenente al gruppo delle scienze ermetiche, l'Al- chimia, conosciuta anche come Scienza delle Bilance o Arte Regia, passò dall'antico Egitto ai greci ed ai latini e, dopo alterne vicende, conobbe nel Medioevo, grazie agli arabi, il suo periodo di maggiore diffusione. Uno degli appellativi dati dagli arabi all'Al-chimia era (ed è): al-Kimya as-sa' dah, il cui significato letterale è: alchimia della beatitudine.
Cio' dimostra, se fosse ancora necessario, il carattere spirituale di questo procedimento endogeno, i cui difetti (in riferimento alle correnti occidentali di tale scienza), sono, l'essersi distaccata dalla Dottrina Metafsica, per ciò che riguarda il suo ricollegamento ai Principi, ed il venir meno della base religiosa, per quanto riguarda il suo supporto. 
Non la riguardano ,invece gli appellativi di "falsa scienza" e "chimica infantile", ad essa applicati dalla "cultura ufficiale", che, veramente ammalata di infantilismo, per non dire di primitivismo intellettuale, entra in agitazione ogni qualvolta il suo monopolio venga messo in discussione. 
Uno dei tanti casi, che possono fornire un interessante esempio di incomprensione "accademica" dell'Alchimia, quello di Carl Gustav Jung, il quale, pur essendosi occupato di tale scienza nelle sue versioni europee ed arabe, nonchè cinesi, riuscito solo a trarne e a darne un'immagine completamente distorta.
divertente notare che lo Jung non riesce a farsi nessuna idea delle sostanze elencate dagli alchimisti, né della progressione operativa; per quanto riguarda poi la materia prima (cioè il Mercurio o Spirito), fornisce ben ventotto termini che a suo parere sarebbero sinonimi e cita il  Lexicon di Ruland che ne riporterebbe addirittura cinquanta; per lui, lo Zolfo, il Mercurio, il Sale etc.. divengono tutti una sola indistinguibile materia prima. UN MINESTRONE INSOMMA...
Altrove, dice che il Mercurio la prima materia, il caput corvi, la nigredo, confondendo tranquillamente una sostanza con uno stato o fase dell'opera...... :-O
Dichiarazioni esplicite di incomprensione, le fa quando dichiara impresa disperata mettere ordine nel caos delle materie o dei procedimenti; o quando dice che l'Opera va immaginata come una serie di esperimenti con corpi chimici........... :-O
Non mi sembra il caso di insistervi ulteriormente, tuttavia, al fine di dissipare pesanti distorsioni, vorrei precisare che 1'Alchimia non ha niente a che vedere con sogni, fantasie, immagini inconsce o l'inconscio collettivo, e l'interpretazione psicanalitica che ne deriva, la dobbiamo definire completamente assurda.  
La psicologia e la psicanalisi sono infatti.fuori strada nel loro proprio dominio, quando parlano di liberare l"'inconscio" sottovalutandone i contenuti e i pericoli, e vanno a fare il paio con le teorie liberatorie (sempre del1' inconscio) dei tanti pseudo-guru oggi di moda, che altro non propongono se non di liberare gli inferi microcosmici (cioè la parte oscura, infera, dell'uomo). 
Il risultato di questa "liberazione" si può ,facilmente immaginare e non certamente dei più costruttivi.
L'Alchimia una scienza Tradizionale 'e come tale, insegna il dominio e la sublimazione delle forze inferiori, non insegna, né la loro repressione, né la loro liberazione!
Essendo una Scienza iniziatica, dispone di un suo simbolismo, di una dottrina e di precisi procedimenti operativi quali tutti occorre tenere fuori dalla portata di chi non sia per essa qualificato. Ci dispiace infatti di dover constatare  che non sono pochi i presunti esoteristi che parlano e sparlano di Alchimia, facendo anche valere la loro appartenenza a questa o a quella organizzazione iniziatica (in realtà, non iniziatica, ma a dire il vero: occultistica e pseudo-iniziatica) e ,facendosi u n dovere, nelle loro opere, di citare Jung come se fosse un"autorità", mostrando quindi quanto siano distorte e inattendibili le loro "conoscenze"e dimostrando d'essere, oltre che dei profani, anche degli scimmiottatori. E sappiamo che ve ne sono ad ogni pie' sospinto non riuscendo nessuno in Alchimia a fare OPERA ORIGINALE!
Basterebbe infatti, per liquidarli, ,far presente che per Jung i simboli non sono le figurazioni sensibili di realtà trascendenti, ma immagini archetipiche subconsce, e le loro somiglianze, presso popoli diversi, in epoche diverse, si spiegherebbero con comuni istinti di rappresentazione, non certo con l'essere prefigurazioni di viventi realtà intelligibili.....
Il simbolismo poi, si spiegherebbe con il primitivismo sub-razionale, e, sempre secondo Jung, l'alchimia taoista del "Fiore d'Oro" formerebbe un vivissimo parallelo con ciò che succede nello sviluppo psichico dei suoi pazienti (psicopatici). NO COMMENT!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Sulla base di queste affermazioni, siamo senz 'altro disposti a credere, che anche lo sviluppo interiore di quegli pseudo-esoteristi che citano Jung come un'autorità, stia in vivissimo parallelo con quello dei pazienti sopraindicati.
NON CI HA CAPITO PROPRIO NIENTE...E SONO TRISTE QUANDO ANCHE UN BRAVISSIMO PRATICANTE DI YOGA PARLA DI ALCHIMIA CITANDO JUNG...DIMOSTRANDO, SEMPRE SE C'E' NE BISOGNO CHE YOGA E ALCHIMIA SONO TOTALMENTE DIFFERNTI NELLE TECNICHE.
Invito perciò i sinceri ricercatori, a prendere le dovute distanze da certo occultismo e pseudo esoterismo degenere, evitandone le .facili suggestioni e le contaminazioni da cui non sarà facile liberarsi, occupandosi invece di studi più severi.
perciò: 

Lege, lege, relege. Ora et labora.
-.-.-.p-.p
Visita Interiora Terrae Rettificando Invenies Occultum Lapidem. Veram Medicinam. 

MRA
un tempo conosciuto come Maestro M.