mercoledì 11 marzo 2015

LE 12 FATICHE DI ERCOLE

LE  12 FATICHE DI ERCOLE


Le fatiche di Ercole sono da sempre lo specchio del cammino iniziatico e delle operazioni alchemiche. Qui ne analizziamo il percorso iniziatico lasciando stare il lavoro vero tecnico che sara' trattato un altra volta.
Ma da queste descrizioni possiamo arguire il tipo di lavoro che si deve fare per portare l'anima ad un livello veramente alto, con la mente che ne divenga l'ancella.
Qui noteremo che i dodici segni dello zodiaco prospettano in qualche modo le dodici fatiche che l'iniziato deve fare per la sua ascesa assoluta e l'uscita dallo zodiaco stesso!
Questa è la via delle Stelle!
Vi auguro buona lettura.
Riccardo Villanova


L’ARIETE
Prima Fatica: LA CATTURA DELLE GIUMENTE

NARRAZIONE

Ercole si reca in Tracia dal crudele Diomede che nutre le sue cavalle con la carne di viandanti smarriti.
Catturate le cavalle, Ercole le affida al suo amico Abderis. Ma egli è debole , le cavalle gli si rivoltano contro e lo dilaniano.
Affranto dal dolore, Ercole riprende l’impresa e cattura nuovamente le cavalle.
La gente di quella terra accoglie con giubilo colui che l’ha liberata dalla paura e acclama Ercole come il Salvatore del paese.


INTERPRETAZIONE

L’Ariete è il segno del fluire dell’energia e dell’impulso a cominciare. Governa la testa ed è il segno del pensatore, un potente segno mentale.
In Ariete pertanto Ercole inizia il suo cammino, dal dominio delle giumente dei suoi pensieri che possono “devastare la contrada”, cioè portare scompiglio tra gli uomini.
Egli impara il giusto uso della mente e apprende anche a non affidare ad Abderis (l’aspetto inferiore della personalità) la cura di essa.

ESORTAZIONE

“Ercole, dovrai affrontare ora la prima di dodici fatiche e in tutte Io, la tua Voce interiore, sarò con te.In questa missione ti batterai con i tuoi pensieri, simili a cavalle selvagge che vivono solo per distruggere.

Sotto il segno dell’Ariete opererai la purificazione della tua mente.


Le giumente che incontrerai indicano l’aspetto femminile della mente, destinato alla procreazione di idee e concetti. Queste idee, lasciate libere, possono avere effetti distruttivi: dovrai imparare a impossessartene.

Non affidarne il controllo ad Abderis, che rappresenta la personalità ancora inconsapevole, fa’ che il tuo Sé superiore se ne prenda cura.

Solo quando sarai diventato l’uomo più evoluto del Sagittario saprai dare Ordine e Fine ai tuoi pensieri e ne raggiungerai il pieno controllo”.

IL TORO
Seconda Fatica: LA CATTURA DEL TORO DI CRETA

NARRAZIONE

Ad Ercole viene ordinato di catturare un toro , flagello degli abitanti di Creta. Da solo Ercole cerca il toro, da solo lo insegue fino alla sua tana e lo cattura. Egli cavalca poi il toro attraverso le acque scintillanti dell’isola di Creta e lo conduce alla terra dei tre Ciclopi.
”Egli viene con forza “dice Brontes.
“Egli cavalca nella luce- dice Steropes – la sua luce interiore si intensificherà”. “Egli avanza velocemente- dice Arges- cavalcando attraverso le onde”.


INTERPRETAZIONE

Il Segno del Toro rappresenta l’illuminazione attraverso la sublimazione della materia.
La lezione che Ercole apprende in questo segno è quella della necessità di raggiungere la giusta comprensione della legge di attrazione e il corretto uso degli istinti.

Il toro, che rappresenta la forza dell’istinto, non è ucciso ma cavalcato ad indicare che l’energia del sesso e della materia va guidata e non repressa.
ESORTAZIONE

“Ti accorgi che ormai le cose materiali non ti attirano più, senti fortemente in te il bisogno di beni più alti e più duraturi. Nello stesso modo da bambino desideravi qualcosa di cui ora non ti curi affatto.

Stai camminando verso l’illuminazione. La tua anima prima di tutto, il centro della vita.


Ciò che impedisce alla tua gloria di risplendere è la materia. Quando questa sarà consacrata, la gloria e la luce potranno brillare.

Questo avverrà in te mediante l’influsso di Venere, simbolo dell’amore terreno e celeste, che governa questo segno”.


I GEMELLI

Terza Fatica: I POMI D’ORO DELLE ESPERIDI


NARRAZIONE

In un paese lontano cresce l’albero sacro, l’albero della sapienza, sul quale maturano le mele d’oro delle Esperidi.
Quando la Parola risuona ordinandogli di cercarle, Ercole si incammina. Prima di superare la prova egli affronta il serpente Anteo che custodisce l’albero e Busiride, il grande mistificatore che porta l’illusione agli uomini. Ercole compie inoltre due atti di servizio: libera Prometeo, incatenato alla rupe e toglie il peso del mondo dalle spalle del gigante Atlante.


INTERPRETAZIONE

Il segno dei Gemelli rappresenta la dualità , i due poli di materia e forma, i due aspetti della natura dell’uomo: anima e personalità.
Ercole impara che deve conciliare i due aspetti per guadagnare i pomi aurei della saggezza.
I suoi desideri e le sue aspirazioni devono essere portati nel mondo della realizzazione , attuati sul piano fisico dove si acquista l’esperienza.
La dualità cederà così il posto all’unità.
Apprende anche, attraverso l’aiuto offerto a Prometeo e ad Atlante, che è necessario dimenticare per un momento la meta prefissa quando vi è un servizio da compiere per il mondo.

ESORTAZIONE

“O Ercole, in questa missione libererai te stesso liberando Prometeo dagli avvoltoi, cioè dai desideri torturatori. Rinuncia ad essere egoista, a soddisfare te stesso.

Medita i messaggi delle tre fanciulle, che sono i tre aspetti della tua anima.
La prima, Egle, simboleggia la gloria della vita. Ella afferma: “La via che porta a noi passa sempre attraverso atti d’amore”.


Eriteia custodisce la porta, l’anima, tenuta sempre aperta dall’Amore e dalla Saggezza. Essa ti porge le mele su cui è scritto in oro la parola SERVIZIO, indicando che dovrai esser disponibile verso gli altri.

Esperia ti dice: “Calca la Via”.

Quindi Intelligenza, Amore e Volontà saranno percepiti in te attraverso il Servizio”.


IL CANCRO

Quarta Fatica: LA CATTURA DELLA CERVA


NARRAZIONE

La fatica consiste nella cattura di una cerva dagli zoccoli di bronzo e dalle corna d’oro, sacra a Diana ma desiderata anche da Artemide, che vive sul monte Cerine. Essa si muove con tanta agilità e leggerezza che nessuno è mai riuscito a raggiungerla. Ercole, dopo averla inseguita per un anno, la cattura e la conduce nel tempio di Micene.


INTERPRETAZIONE

Il Cancro rappresenta l’aspetto della coscienza collettiva, dell’uomo che, prima immerso nella massa, ad un certo punto del suo cammino evolutivo lotta per sviluppare la sua identità.
Ercole, cioè il pellegrino, impara la lezione che non avrà successo fin quando non avrà trasmutato l’istinto in intuizione, passando attraverso l’intelletto. Egli pertanto conduce la cerva catturata (l’istinto) al tempio, luogo dell’intuizione.

ESORTAZIONE

“O Ercole, hai acquistato le facoltà mentali in Ariete, hai superato il desiderio in Toro, hai realizzato la tua essenziale dualità in Gemelli.

Ora in Cancro hai il primo contatto con la coscienza collettiva.
Sei stato finora parte della massa, una parte inconscia del grande tutto ma è giunto per te il momento di innalzarti dal gregge in cui l’istinto ti trattiene. Svilupperai l’intuizione che ti renderà in grado di elevarti, così da poter affrontare il Cammino solitario della prova e dell’esperienza, lottando da solo come individuo.

Solo quando esso sarà completato potrai tornare a fonderti con la massa, identificandoti con il gruppo e perdendo ogni senso di separatività”.

IL LEONE
Quinta Fatica: L’UCCISIONE DEL LEONE DI NEMEA

NARRAZIONE

Ercole si mette in viaggio per uccidere un leone che abita nella vallata di Nemea, ricca di caverne, e terrorizza tutta la zona.
L’eroe lo insegue fin dentro la caverna dove si è rintanato e, poiché si tratta di una caverna a due uscite, ne chiude una per impedire la fuga. Infine, dopo averlo inutilmente colpito con le frecce e con la sua clava, lo soffoca con le sue mani.
Egli si serve poi della pelle del leone come di una veste.


INTERPRETAZIONE

Il segno del Leone rappresenta il momento evolutivo in cui l’uomo si individualizza, forma se stesso come individuo autocosciente.
L’eroe vince la fierezza orgogliosa e l’ostinazione del Leone ma sviluppa la sua nobiltà e la sua grandezza
Ercole, l’aspirante all’evoluzione, uccide il leone della personalità che è ormai diventata, a questo punto del cammino, coordinata e integrata.

Distrugge il suo meccanismo di difesa per subordinarsi al Tutto. Rifiuta pertanto l’egoismo e sceglie l’altruismo.
ESORTAZIONE

“Sei nel segno del Leone: devi imparare ad affrontare la tua stessa natura da solo e senza aiuto.

Sei il leone, ed è per questo che indossi la sua pelle.
Essendo uscito dalla massa ed avendo sviluppato la tua individualità, distruggerai ora ciò che tu stesso hai creato.


Ucciderai il leone della tua potente personalità che, come il leone di Nemea, minaccia la pace nella regione.

Dovrai sconfiggere l’orgoglio; trionfa su questo aspetto degli uomini che è spesso così distruttivo.

Tu costringerai il leone della personalità inferiore nell’oscura caverna e lì lo annienterai”.

LA VERGINE
Sesta Fatica: IL CINTO DI IPPOLITA

NARRAZIONE

Ercole si reca in Asia minore per conquistare il cinto di Ippolita, regina delle Amazzoni. Il cinto era reclamato dalla figlia di Euristeo, Admeta.
Egli combatte contro Ippolita e la uccide, strappandole nel contempo il cinto, pur se ella è già in atto di offrirglielo in dono.
Preso dal rimorso, bilancia la sua azione di morte salvando Esione, finita nel ventre di un mostro marino.


INTERPRETAZIONE

La Vergine è un segno di sintesi che riguarda lo scopo globale dell’evoluzione: proteggere e poi rivelare le realtà più profonde.
Ercole in questa fatica commette l’errore più grande di tutto il suo pellegrinaggio: non comprende che la regina delle Amazzoni va riscattata dall’unione e non uccisa.

E’ in Vergine infatti che viene compiuto il primo passo verso l’unione dello spirito con la materia.
ESORTAZIONE

“La tua scelta tra il bene e il male dipende dal tuo stadio di evoluzione e dalla tua sensibilità. Sei nel segno della Vergine, dea della virtù e del vizio; in questo segno unirai lo spirito e la materia.

Dovrai raggiungere tre virtù: tolleranza, compassione e carità poiché si progredisce diventando sempre più inclusivi.

Sopporterai la necessità di cambiare e affrontare con coraggio le crisi della Vergine. Allora la sostanza stessa della coscienza sarà rinnovata; ne conseguirà necessariamente una ridefinizione dello scopo della tua vita”.

LA BILANCIA
Settima Fatica: LA CATTURA DEL CINGHIALE DI ERIMANTO

NARRAZIONE

Ercole riceve istruzione di cercare il terribile cinghiale d’Erimanto che devasta l’Elide e l’Arcadia. Armato solo della clava, l’eroe insegue la fiera fin sul monte Erimanto. Durante il percorso incontra due Centauri, Folo e Chitone, con i quali beve il vino di un barile che appartiene al gruppo dei Centauri.
Nasce un combattimento con i Centauri sopraggiunti ed Ercole nuovamente porta la morte: uccide i suoi amici, Folo e Chitone, con i quali aveva prima brindato.
All’alba riesce a catturare il cinghiale facendolo cadere in una trappola e, avendolo reso docile al suo volere, lo sospinge giù dalla montagna tenendolo per le due zampe posteriori, ridendo e cantando.


INTERPRETAZIONE

La Bilancia indica l’equilibrio delle paia di opposti che l’uomo sul sentiero dell’evoluzione dovrà raggiungere.
Ercole non usa la forza bruta per catturare il cinghiale. Egli prepara una trappola e attende che l’animale si intrappoli da solo; cerca cioè di raggiungere i suoi fini gentilmente, senza coercizione.
In questo segno di equilibrio e di giustizia, così solenne, la fatica termina con uno scoppio di risa: è l’unica prova che termina in tal modo.

ESORTAZIONE

“Rifletti sul tuo operato: due volte hai ucciso quelli che dovevi amare.

Non usare la violenza ma l’intuizione e la gentilezza, poiché sono esse la tua vera forza.
Così riuscirai a dominare le tentazioni dell’eccesso e del vizio, non sarai mai più schiavo di esse.
Poiché la tua volontà è ormai temprata, non ripeterai più l’errore.
In tal modo aiuterai il tuo popolo a riportare l’equilibrio distrutto, perché sai che il mondo si sostiene con esso.
Diventerai per tutti un punto di pace in un mare di forze contrastanti.”

LO SCORPIONE
Ottava Fatica: L’UCCISIONE DELL’IDRA DI LERNA

NARRAZIONE

Nella malsana palude di Lerna vive l’idra, una piaga per la campagna circostante. Ha nove teste, una delle quali immortale, mentre le altre rinascono appena recise.
Dopo i primi assalti andati a vuoto, Ercole ricorda quello che aveva imparato prima di intraprendere la prova: “Noi ci eleviamo inginocchiandoci”.
Egli pertanto si inginocchia e tiene l’idra al di sopra della sua testa affinché l’aria purificatrice e la luce possano vincerla.
Infine mozza la testa immortale dell’idra e la seppellisce.


INTERPRETAZIONE

Il segno dello Scorpione rappresenta la lotta con le aree sotterranee della coscienza dove ristagnano desideri e impulsi egoistici.
L’idra simboleggia la regione del subconscio che deve essere illuminata e purificata prima che l’uomo possa proseguire il suo cammino.
Fino a che Ercole combatte nel pantano, fra il fango e le sabbie mobili, è incapace di vincere queste forze.
Inginocchiato nel fango, in tutta umiltà, egli ricerca una luce più potente di quella che proviene dalla mente analitica; eleva il suo problema ad una luce superiore, riuscendo così a sottomettere l’idra.

ESORTAZIONE

“Sconfiggi, o Ercole, l’idra del tuo subconscio, estraila dalle profondità della tua anima ed esponila alla Luce.

Potrai illuminare il tuo interno e la chiarezza derivatane ti permetterà di elevarti. Vigila poiché le teste dell’idra possono ricrescere, così come in noi possono rinascere tentazioni e vizi che credevamo estinti.


Per sconfiggere il mostro armati di:

- umiltà, per scoprire e riconoscere le tue carenze;
- coraggio, per attaccarlo;
- discriminazione, per trovare la tecnica da usare nel trattare il tuo mortale nemico”.

IL SAGITTARIO
Nona Fatica: L’UCCISIONE DEGLI UCCELLI DI STINFALO

NARRAZIONE

Ercole si mette in cammino per raggiungere la fetida palude di Stinfalo, dove vivono degli uccelli devastatori. Essi hanno artigli e becco affilati e gracchiano orribilmente in un coro dissonante e minaccioso.
Dopo aver tentato, senza successo, di colpirli con una pioggia di frecce e di catturarli con delle trappole, l’eroe ricorda le parole che gli sono state dette prima di partire per la prova: “La fiamma che brilla al di sopra della mente rivela la sicura direzione. Questo è il compito che ti aspetta.”
Batte allora fortemente due grossi piatti d’ottone che ha con sé .
Gli uccelli, disorientati dal fracasso, fuggono, per non fare più ritorno.


INTERPRETAZIONE

Gli uccelli rappresentano i pensieri, e di conseguenza le parole, che l’uomo deve imparare a dominare, se vuole procedere sulla Via.
Già in Ariete Ercole aveva cominciato a controllare la mente; in Sagittario deve dimostrare di averne perfetta padronanza.Mentre il segno dei Gemelli indica la dualità, il Sagittario rappresenta l’unità, la concentrazione in un’unica direzione.
La personalità unificata potrà così iniziare a scalare la montagna in Capricorno.

ESORTAZIONE
“O Ercole, ora imparerai il perfetto dominio della mente , senza il quale ogni ascesa è impossibile.Osserva come i tuoi pensieri, uccelli dissonanti, assordano la tua mente. Apprenderai ad usare il loro potere in modo armonico e costruttivo. Nella palude delle tue ancora mobili emozioni userai, per disperderli, il suono dei piatti di bronzo, simbolo della mente forte e direzionata.
La lezione è pertanto:” Limita la parola mediante il controllo del pensiero”.

IL CAPRICORNO
Decima Fatica: L’UCCISIONE DI CERBERO

NARRAZIONE

Ercole discende negli Inferi, il dominio di Ade. Dopo aver attraversato il fiume Stige, traghettato da Caronte, incontra la Medusa dai capelli sibilanti.Giunge infine alla corte di Ade, il re del mondo sotterraneo e gli comunica che intende liberare Prometeo, incatenato ad una rupe per aver rubato il fuco agli dei.
Dopo aver ucciso Cerbero, il cane a tre teste guardiano dell’Ade, libera Prometeo. 


INTERPRETAZIONE

Il Capricorno è la porta attraverso cui l’uomo passa quando non si identifica più con il mondo del desiderio sensoriale.
Il capro, avendo provato la sazietà e la disillusione della materia, inizia a scalare il monte , segno dell’elevazione degli istinti.
Ercole uccide il cane a tre teste, cioè il mondo delle illusioni umane.
Può quindi compiere un atto di servizio liberando Prometeo, simbolo dell’umanità sofferente.
L’uomo-Ercole ha salvato se stesso attraverso le precedenti fatiche; ora è libero e può lavorare in modo universale ed impersonale per l’umanità.

ESORTAZIONE

“Ercole, sei vicino al traguardo della purificazione ma dovrai vivere ancora aspetti di sofferenza e di solitudine.

Imparerai a usare la mente , il corpo e le emozioni a favore dell’umanità.
Apprenderai l’impersonalità, espanderai a tutti l’amore che provi per le persone più care.

Vigilerai sulle sensazioni e sui desideri e dissolverai le illusioni che impediscono il progresso.

Durante l’ascesa ti allontanerai dagli uomini che non hanno ancora iniziato la Via; procederai da solo , fino alla Luce”.


L’ACQUARIO
Fatica: IL RIPULIMENTO DELLE STALLE DI AUGIA

NARRAZIONE

Da molti anni il re Augia non ripuliva le stalle dal letame del suo bestiame. Ercole riesce nel compito deviando nelle stalle il corso dei fiumi Alfeo e Peneo , l’acqua dei quali spazza via in un sol giorno la sporcizia.
Quando Ercole , soddisfatto del suo risultato, ritorna dal re Augia, egli, irritato, rifiuta ogni ricompensa poiché afferma che l’eroe ha usato l’astuzia per portare a termine il lavoro e che pertanto non ha nessun merito.


INTERPRETAZIONE

L’Acquario è il segno del portatore d’acqua, dell’uomo che capovolge il vaso da cui fluiscono due rivoli d’acqua, quello della vita e quello dell’amore. Ercole, che ha quasi completato il suo percorso evolutivo, torna sui suoi passi verso gli uomini che non hanno ancora la luce e aiuta a ripulire ”le stalle”, cioè le regioni oscure dell’umanità.
Il re Augia non lo ricompensa per il lavoro compiuto, così come l’umanità involuta non riconosce i nuovi ideali di inclusività e impersonalità.

ESORTAZIONE

Volta le spalle alla luminosità che hai raggiunto e dirigiti da coloro che ancora non l’hanno veduta.
Tu, che hai ampliato la tua coscienza, non sei più interessato a te stesso, e puoi dedicarti a sollevare il mondo.
Hai imparato a servire, poiché hai domato la natura istintiva, emotiva e mentale attraverso il superamento delle prove precedenti.
Sevizio e altruismo saranno d’ora in poi le tue parole d’ordine, il mondo aspetta che Tu lo ripulisca dall’odio e dall’egoismo.”


I PESCI
Dodicesima Fatica: LA CATTURA DEI BUOI DI GERIONE

NARRAZIONE

Ercole parte per l’ultima fatica: dovrà portare da Eritea alla Città Sacra le mandrie di Gerione, il mostro a tre teste.I buoi dal colore rossastro sono sorvegliati dal pastore Eurizione e dal cane a due teste, Ortro.
Sbuffando fuoco e fiamme dalle tre teste,Gerione si scaglia contro Ercole ma l’eroe trafigge tutti e tre i corpi con una sola freccia.
Conduce quindi la rossa mandria verso la Città Sacra .Lungo il percorso uccide il lottatore Erice, che lo sfida, e il gigante Alcione, che gli aveva scagliato contro un’enorme roccia.

INTERPRETAZIONE

I Pesci sono il segno della morte sotto vari aspetti. Può riguardare la morte di un vizio, di una follia, di qualche forma di pensiero.
E’ anche il segno della morte della personalità che è ormai sfuggita all’individualismo, affidandosi al Tutto
Ercole vede l’umanità posseduta da un mostro a tre corpi, simbolo dell’essere umano con i suoi tre aspetti, fisico, emotivo e mentale, e attraversa terre e mari per andare a liberarla.
I buoi dal colore rosso rappresentano i bassi desideri, caratteristica dell’umanità; Ercole li pone in una coppa d’oro e li offre in sacrificio ad Atena, la dea della Saggezza.


ESORTAZIONE

Questa è la tua ultima fatica , o Ercole, prima della liberazione.Andrai da Gerione, il mostro a tre teste che tiene illegalmente con sé una mandria di buoi dal colore rosso. Conducili alla Città Sacra e libererai così, insieme a te stesso, anche il mondo dagli istinti inferiori che impediscono il progresso sulla Via.
Ora l’umanità, il mostro violento, è pronta per essere salvata: sei Tu, che hai superato ogni prova, il Salvatore del Mondo.
Tutto è compiuto.”