martedì 24 maggio 2016

CANTICO DEI CANTICI CAPITOLO SEI



LIMMAGINE NON E' SCELTA A CASO.

IN QUESTO VERSO, SI PARLA MOLTO ESPLICITAMENTE DELL'ARTE DELL'AMORE CON LA PROFUZIONE DELLE TECNICHE SEGRETE CHE POSSONO PORTARE ALLA REVERSIONE DELLA ENERGIA DAL BASSO VERSO L'ALTO E QUINDI ALL 'ASSOLUTA ESTASI D'AMORE CHE L'ETERNO NUME FA INCONTRARE.
QUI ALTRES' SI PARLA DELLA POTENZA DEL PROPRIO CORPO LUNARE CHIAMATO " COLOMBA" ED IN ALTRI MODI, E SI DANNO RPESCRIZIONE SULL'ARTE SUBLIME DELLA PASSIONE D'AMORE CHE ASCENDERE FA VERSO L'ETERNO AL DI LA' DI OGNI SOFFERENZA MEDIANTE L'AMORE PURISSIMO.
QUESTA E' SCALA DI AMORE INTENSO E PROFUSO E CHE TUTTO BRUCIA IN UN SEMPLICE ATTIMO DI ESTASI ED INSTASI ASSOLUTA.
ARTE DEL FUOCO CHE ALTRI CHIAMARONO ANCHE PIROMAGIA, ED ARTE TRA LE PIU' SACRE E NASCOSTE NEI SACRI PENETRALI DELLE CONFRATERNITE E FIORE ALL'OCCHIELLO ANCHE NELL'ORDINE AMMONIO TORNATO NEI PIANI INTERIORI PER DEMERITO DEGLI UOMINI AD ACCOGLIERLO INTEGRALE, LASCIANDO QUAGGIU' SOLO QUALCHE LUCCIOLA QUI E LA' PER ORIENTARE I MERITEVOLI AMANTI DELL'AMORE VERO.
IN QUESTI DOLCISSIMI VERSI VI E' NASCOSTA MOLTISSIMA PRATICA REALE COSI COME IN TUTTO IL LIBRO DEI CANTICO DEI CANTICI CHE STO PREPARANDO IN UN NUOVO TESTO CHE PARLERA' DI QUESTA ANGOLAZIONE DELLA PRATICA ED ORIENTAMENTO DI ESSA.
OH...NON POTRESTE MAI IMMAGINARE L'ESTASI SUBLIME CHE COGLIE I SENSI, LA MENTE E L'ANIMA TUTTA NEL SOLO ASPIRARE IL PROFUMO DELL'AMATA E DELL'AMATO....
SOTTILIZZATE QUELLO CHE DICO E NON IMMAGINATE I SENSI BOLLENTI CHE OGGI TUTTI IMMAGINANO SPINTI ANCHE LI, DAL DOMINIO DEI MEDIA CHE HANNO VOLUTO ABBASSARE A SOLA CARNE IL MISTERO DEI MISTERI!
VOLEVO INDICARLO.
AMORE PER TUTTI VOI
Riccardo Mario Villanova Sammarco MRA

CAPITOLO SEI CANTICO DEI CANTICI
1Dov’è andato il tuo amato,
tu che sei bellissima tra le donne?
Dove ha diretto i suoi passi il tuo amato,
perché lo cerchiamo con te?
2L’amato mio è sceso nel suo giardino
fra le aiuole di balsamo,
a pascolare nei giardini
e a cogliere gigli.
3Io sono del mio amato
e il mio amato è mio;
egli pascola tra i gigli.
4Tu sei bella, amica mia, come la città di Tirsa,
incantevole come Gerusalemme,
terribile come un vessillo di guerra.
5Distogli da me i tuoi occhi,
perché mi sconvolgono.
Le tue chiome sono come un gregge di capre
che scendono dal Gàlaad.
6I tuoi denti come un gregge di pecore
che risalgono dal bagno;
tutte hanno gemelli,
nessuna di loro è senza figli.
7Come spicchio di melagrana è la tua tempia,
dietro il tuo velo.
8Siano pure sessanta le mogli del re,
ottanta le concubine,
innumerevoli le ragazze!
9Ma unica è la mia colomba, il mio tutto,
unica per sua madre,
la preferita di colei che l’ha generata.
La vedono le giovani e la dicono beata.
Le regine e le concubine la coprono di lodi:
10«Chi è costei che sorge come l’aurora,
bella come la luna, fulgida come il sole,
terribile come un vessillo di guerra?».
11Nel giardino dei noci io sono sceso,
per vedere i germogli della valle
e osservare se la vite metteva gemme
e i melograni erano in fiore.
12Senza che me ne accorgessi, il desiderio mi ha posto
sul cocchio del principe del mio popolo.