mercoledì 25 maggio 2016

DA DOVE DERIVA LA MIA ALCHIMIA. DAL MIO LIBRO LE CHIAVI DI ENOCH


                                    DA DOVE DERIVA LA MIA ALCHIMIA.

ZUBĀN AL A RAB: e ruotando qui apparirà una donna ve- stita alla maniera degli antichi. E allora tu saprai che sei sulla giusta via. Osserva bene il suo vestiario e noterai che indossa un mantello azzurro, una veste d’oro e una sotto- veste bianca fulgida e candida come la neve. L’oro indica la forza elettrica, il bianco la forza magnetica e l’azzurro la forza della vita. Vedrai la donna piangere di fronte a te e quindi guardarti con occhi languidi chiamare a voce non udibile da orecchie umane un solo nome: Moshe, suo fra- tello. Appena pronunciato i suoni si confonderanno e tu vedrai tutta la forza della velocità uscire da essa e portarsi da una stella all’altra e accelerare sempre di più. Essa lotterà con la forza opposta che vorrà controllarla e tu assiste- rai a come si equilibrano i mondi e le sfere. Appariranno le sfere dell’equilibrio che sono appena sopra alla tua co- scienza visibile e potrai rimontare verso il dominio di esse. Dalle vesti candide voleranno colombe intonse e da quelle d’oro voleranno fenici che tracceranno dei sigilli di pace che dovrai ricordare. Dal manto azzurro tu vedrai innal- zarsi una colonna di nubi che si spanderà per vasti spazi e saranno la culla di nuovi mondi e nuove galassie e nuove stelle e nuovi pianeti che gireranno intorno ad esse. Vedrai lo stretto vedrai accelerare la vita e vedrai che dove la tua vita diventa angusta, li il destino accelera e mette alla pro- va. Intorno a questa stella, ruotando vedrai anche i maestri caduti nell’oblio dei mondi. Di tutti i mondi coscienziosi e rivestiti di forma dalla più densa alla più sottile. Essi sono coloro che si adoperano a nché il piano del creatore non abbia il suo trionfo con la creatura. Essi sono stati lasciati liberi di agire sull’uomo per 290.925.773. E questo numero nasconde innumerevoli meraviglie che se potessero essere apprese sconvolgerebbero il creato tutto, riproponendo il lancio dei dadi che diede inizio a tutto. Nel loro essere agi- tati i dadi sono posti in uno spazio ristretto e lanciati ed ogni punto ne è un universo e ogni numero ne è una cre- azione ed ogni combinazione disserra serrature chiuse per sostenere le creazioni innumerevoli negli innumerevoli universi... ma tutta questa conoscenza te la darà la donna apparsa come simbolo del creare e ricreare delle cose. Ed il suo pianto e il suo gridare e sussurrare il nome di Moshe, suo fratello, la rivelerai a te come la grande Maria l’ebrea. La signora dalla pelle d’ambra. Il suo numero è il 290.