mercoledì 25 maggio 2016

UN PEZZO DEL CAPITOLO 14 DEL MIO NUOVO LIBRO LE CHIAVI DI ENOCH, IN USCITA A GIUGNO


Capitolo 14
IL MONDO DELLE ILLUSIONI

In questo secolo discepolo molti gruppi di ricerca delle Università, hanno condotto forse i più importanti esperimenti della scienza. Esperimenti che avvicinarono TOTALMENTE, il mondo della sica con il mondo della magia. Il nostro mondo discepolo.
Ci fu specialmente un esperimento che fece questo ed ora te lo descriverò.
Questo esperimento portò i postulati magici nella sica quan- tistica e quindi cominciò ad unire i nodi del magni co arazzo che piano piano la realtà ci sta mostrando, o per lo meno lo sta mostrando a chi ha occhi per vedere e mente aperta per speri- mentare.
Il suo team scoprì che, sottoponendo a determinate condizio- ni delle particelle subatomiche come gli elettroni, esse sono ca- paci di comunicare istantaneamente una con l’altra indipenden- temente dalla distanza che le separa, sia che si tratti di 10 metri o di 10 miliardi di chilometri. Come se ogni singola particella sappia esattamente cosa stiano facendo tutte le altre.
Venne di fatto confermato il MONDO NON LOCALE O SPIRI- TUALE DI CUI LE TRADIZIONI PARLANO DA MILLENNI, E DI CON- SEGUENZA L’ILLUSIVITÀ DEL MONDO APPARENTE CHE TU VEDI 
E SPERIMENTI CON I CINQUE SENSI O TRASDUTTORI DI ONDE E FREQUENZE SPIRITUALI.
Questa in realtà può essere compresa come una riscoperta e non una scoperta in quanto questa conoscenza ha da sempre fat- to parte della Scienza Magica.

Questo è un fenomeno che può essere spiegato solo in due modi: o la teoria ultima conosciuta della sica - che esclude la possibilità di comunicazioni più veloci della luce - è da considerarsi errata, oppure le particelle subatomiche sono connesse non-localmente.
La maggior parte dei sici nega la possibilità di fenomeni che oltrepassino la velocità della luce, ma gli esperimenti delle Uni- versità rivoluzionano il postulato, provando che il legame tra le particelle subatomiche è e ettivamente di tipo non-locale.
In sica, si sostiene che queste scoperte, implicassero la non-e- sistenza della realtà oggettiva, ossia proprio quello che le tradi- zioni antiche hanno da sempre a ermato parlando del mondo illusivo e quello che nelle tradizioni di Enoch, discepolo, troverai in quanto si parla di un mondo e di un universo molto essibile e quindi non statico.
Il mondo illusivo non è un accezione negativa nel termine ma un accezione reale. Solo comprendendo bene il sub-strato delle tradizioni sottili e descritti con linguaggio mitologico e visiona- rio e poetico, è possibile arrivare a VEDERE.
La cosa più importante che devi fare quindi è DECRITTARE QUESTO LINGUAGGIO. Sempre!
Ricorda che gli antichi non si esprimevano tecnicamente per- ché capacità tecniche non avevano, ma solo capacità poetiche e narrative, fondate nei mitologhemi eterni della creazione.
Oggi questo mondo illusivo viene denominato universo olo- gra co e la teoria ologra ca dell’universo è l’emersione della antica verità che coloro che Scesero dal cielo sulla Terra e trasmisero all’umanità.
Quindi bisogna veramente fare attenzione alle cose che qui riporto in quanto descrivono chiaramente ed apertamente le si- gni cante assolute di concordanze eterne.
Devi entrare nell’ordine delle idee precise che il mondo che vedi e sperimenti ogni secondo che passa, nonostante la sua apparente solidità, è in realtà un fantasma, un ologramma, un ILLUSIONE ASSOLUTA, gigantesca e splendidamente detta- gliata.
Per capire questo, mio caro discepolo, gettiamo uno sguardo alla natura degli ologrammi, come vengono chiamate dalla scien- za moderna, o apparenze illusive, come vengono chiamate da noi.
Vediamo di capire bene quindi il mondo illusivo mettendo- lo a paragone con l’ologra a moderna. Questo ti permetterà di comprendere come stanno veramente le cose al di la di quello che vedi, senti, tocchi, gusti, odori... pensi!
Un ologramma dunque, è una fotogra a tridimensionale prodotta con l’aiuto di un laser: l’oggetto da fotografare viene prima immerso nella luce di un raggio laser, poi un secondo rag- gio laser viene fatto rimbalzare sulla luce ri essa del primo e lo schema risultante dalla zona di interferenza dove i due raggi si incontrano viene impresso sulla pellicola fotogra ca. Quando la pellicola viene sviluppata risulta visibile solo un intrico di li- nee chiare e scure ma, illuminata da un altro raggio laser, ecco apparire il soggetto originale. La tridimensionalità non è l’uni- ca caratteristica interessante degli ologrammi: se l’ologramma di una rosa viene tagliato a metà e poi illuminato da un laser, si scopre che ciascuna metà contiene ancora l’intera immagine della rosa. Anche continuando a dividere le due metà, vedremo che ogni minuscolo frammento di pellicola conterrà sempre una versione più piccola, ma intatta, della stessa immagine. Diver- samente dalle normali fotografa e, ogni parte di un ologramma contiene tutte le informazioni possedute dall’ologramma inte- gro. Si schiude così una nuova comprensione dei concetti di or- ganizzazione e di ordine.
ECCOTI LA PROVA PIÙ LAMPANTE DELLE LEGGI DA SEMPRE SOSTENUTE DAGLI ERMETISTI: CIÒ CHE È IN ALTO È COME CIÒ CHE È IN BASSO... IL PICCOLO È IDENTICO AL GRAN- DE... NEL GRANDE RITROVI E VEDI IL PICCOLO... PER IL MI- RACOLO DI UNA COSA UNICA!
In ogni caso discepolo, e per essere precisi l’a ermazione secondo la quale ogni frammento dell’ologramma conterrebbe tutta l’informazione, non è propriamente esatta: si veri ca sem- pre una certa perdita di informazione, tanto maggiore quanto più è piccolo il frammento. Questo però non invalida a atto l’i- potesi dell’Universo ologra co, ma anzi, restringe le reciproche in uenze delle cose - da una precedente inconcepibile in nitez- za ad ambiti più circoscritti - rendendo tutta la teoria ancor più credibile.
Per quasi tutto il suo corso la scienza occidentale ha agito sot- to il preconcetto che il modo migliore di capire un fenomeno sico, che si trattasse di una rana o di un atomo, era quello di sezionarlo e di studiarne le varie parti. Gli ologrammi ci inse- gnano che alcuni fenomeni possono esulare da tale approccio. i sici lo intuirono, aprendo una strada alla comprensione della scoperta nuova appena descritta.
Per i sici il motivo per cui le particelle subatomiche restano in contatto indipendentemente dalla distanza che le separa risie- de nel fatto che la loro separazione è un’illusione.
Sono infatti convinti che, ad un livello di realtà più profondo, tali particelle non sono entità individuali, ma estensioni di uno stesso “organismo” fondamentale. Tutto ciò viene sempli cato con un esempio:
immagina un acquario contenente un pesce. Immagina che l’acquario non sia visibile direttamente, ma solo at- traverso due telecamere, una posizionata frontalmente e l’altra lateralmente rispetto all’acquario.
Guardando i due monitor televisivi puoi pensare che i pe- sci siano due entità separate, la di erente posizione delle telecamere ti darà infatti due immagini lievemente diver- se. Ma, continuando ad osservare i due pesci, alla ne ti accorgerai che vi è un certo legame tra loro: quando uno si gira, anche l’altro si girerà; quando uno guarda di fron- te a sé, l’altro guarderà lateralmente. Essendo all’oscuro dello scopo reale dell’esperimento, potrai credere che i due pesci comunichino tra loro, istantaneamente e miste- riosamente. Secondo i sici il comportamento delle parti- celle subatomiche indica che esiste un livello di realtà del quale non sei consapevole, una dimensione che oltrepassa la tua. Se le particelle subatomiche ti appaiono separate è perché sei capace di vedere solo una porzione della loro realtà, esse non sono “parti” separate bensì sfaccettature di un’unità più profonda e basilare, che risulta in ne al- trettanto ologra ca ed indivisibile quanto la nostra rosa. E poiché ogni cosa nella realtà sica è costituita da queste “immagini”, ne consegue che l’Universo stesso è una pro- iezione, un ologramma.