venerdì 8 settembre 2017

LA PROGRAMMAZIONE ELETTRICA : STRUTTURE LOGICHE DI PENSIERO. Di NCS

PUBBLICO CON PIACERE UN ARTICOLO SCRITTO DA UNO STUDENTE CHE SONO SICURO INTERESSERA' MOLTISSIMO ANCHE VOI.
RINGRAZIO L'AUTORE E MANTENGO IL SUO ANONIMATO NON SAPENDO SE VUOLE APPARIRE IN FIRMA, EVENTUALMENTE LA AGGIUNGERO'.
BUONA LETURA
MRA

    LA PROGRAMMAZIONE ELETTRICA : STRUTTURE LOGICHE DI PENSIERO
Carissimi amici, in questo articolo vorrei focalizzarmi su un preciso aspetto della programmazione a cui continuamente siamo accordati : l’aspetto elettrico.
Ripetute volte MRA ci ha mostrato con evidenza e chiarezza come le emozioni vengono magneticamente pilotate ad arte da chi ne sa di più, e con questo anche i nostri corpi non sono molto diversi da burattini inconsapevoli che si muovono nella massa (sempre magnetica).



Ma seppur è vero e tangibile questo contenuto emotivo-magnetico in ogni informazione che riceviamo quotidianamente, anche il nostro modo di pensare viene direttamente incanalato in precisi circuiti prestabiliti.
Si può notare come, anche in una semplice pagina di un giornale o di una rivista, c’è un accordo sottostante che dice che la testata deve essere più grande del corpo, il layout in un certo modo, il carattere uniforme ecc. (Nessuno si sognerebbe mai di scrivere un articolo con il titolo più piccolo del corpo, oppure con le maiuscole e minuscole invertite !).
Leggendo in un certo modo, parlando in un certo modo, si creano dei circuiti elettrici di pensiero che necessitano di essere alimentati abbastanza frequentemente.
Di fatto non sarà certo un mistero che il pensiero non è altro che elettricità e quindi, seguendone le proprietà, lo si può spegnere come si spegne una lampadina... ma questo è altro discorso.

Tornando a noi, se questa programmazione è presente in ogni modo di comunicare, con i nuovi strumenti digitali vi è qualcosa in aggiunta di importanza enorme : l’interazione, vale a dire la nostra collaborazione e consenso.

Ricordo ancora quando ero più giovane ed era stato creato un piccolo gioco di un uovo che tenevi tra le mani, e aveva nel suo piccolo schermo un pulcino digitale. Dovevi nutrirlo, farlo giocare, pulirlo e questo cresceva e cresceva fino alla fine a morire. La cosa che mi impressionò abbastanza fu vedere alcuni miei amici che realmente erano rattristiti quando il pulcino digitale moriva. Non tutti versavano una lacrima ma rimanevano comunque impressionati.
Un esperimento sociale riuscito direi, a voi tutte le possibili evoluzioni che stiamo vivendo nei tempi odierni.

Cosa è il proprio profilo social se non un’identità virtuale?
Cosa sono tutte le interazioni con i nostri simili tramite il web,
se non un’imitazione e creazione di tali circuiti elettrici in noi?
Tutti noi conosciamo i problemi che si incontrano passando da un sistema operativo Windows, ad esempio, a uno Linux... oppure anche semplicemente da un telefono a un altro di diversa marca! La questione non è ovviamente nei dispositivi, ma nei circuiti di pensiero che noi avevamo ormai imitato e creato... quelli dobbiamo cambiare, e mediamente ci vuole qualche giorno per riuscirci.
E noterà certamente chi passa diverse ore al pc o allo smartphone (che è sempre un computer) ogni giorno, che si cade in una specie di loop... un sub-mondo appena più sottile dove ci sono cose da fare, lavori da eseguire, comandi da portare a termine.
In questo modo quindi, con impulsi elettrici (casualmente smartphone, pc, tablet li dobbiamo toccare proprio fisicamente con le dita... altrimenti l’energia elettrica non passa) vengono creati i circuiti di pensiero voluti da altri.
La coscienza dell’uomo è sempre più nella testa, evoluta e razionale ma anche sempre più distante dal cuore... i vecchi metodi di indottrinamento che partivano dal religioso e dalle credenze non hanno più molto effetto.
Nessuno ha più paura di dio!
Si è dovuto agire in modo più diretto, biochimico, e il pensiero lo si cambia con l’elettricità perché hanno la stessa identica natura e proprietà.
E’ una cosa tanto tecnica e fisica, quanto agghiacciante. Ricordatevi che condensatori, trasformatori e resistenze (contenenti sali vegetali, minerali e metallici) agicono di continuo sostenendo il passaggio degli elettroni.

E forse mi si chiederà infine : “se parliamo di elettricità, come si alimenta tutto questo? Dov’è il generatore o la batteria?”.
Siamo noi, i generatori di attenzione.
Di più non dico, non per mistero o segretezza, ma perché queste parole parlano benissimo da sole.

Ricordatevi che un circuito fine a se stesso è inutile. Se esiste, è per far accendere una qualche lampadina.
Con amore verso la conoscenza che libera. 
NCS